Nel mondo che gira, che gira, che gira e che mai si fermerà...

mercoledì 9 gennaio 2008

Partendo dalla teoria/fatto che gli Elio e le storie tese hanno scritto una canzone per qualsiasi argomento possibile e immaginabile, in una canzone diceva "la merda non è poi così brutta come la si dipinge". Adesso, non so di preciso perchè mi viene in mente questa espressione così aulica e raffinata ma di sicuro è la verità. Questo blog sembra diventato abbastanza lagnoso da un po di tempo a questa parte ma ci tengo a dire che sono solo momenti. Anzi a parte ieri, è dal primo dell'anno che le cose vanno e le sto facendo andare decisamente meglio. Non so quali strade percorrerò ma di sicuro saranno nuove strade. Così come ho fatto a capodanno, scegliendo di assecondare la mia piccola esigenza di stare un po per conto mio e quindi percorrendo una nuova strada, così farò per altre cose. Forse, e lo dico con una buona dose di ingenuità, mi si aprirà la possibilità di fare nuovamente delle serate. Fortunatamente tutte lontano dai paraggi, così avrò la possibilità di sperimentarmi e riprendermi anche sotto quell'aspetto. Mi sono deciso a cambiare molto del mio lavoro. Poi sto finalmente per riprendere l'attività di ricerca per trovare dei bei mobili per casa mia che però non siano roba da Ikea o Mercatone, ma che non costino nemmeno un occhio della testa. Poi, molto poi, quando avrò sistemato tutte ste cosette, avrò il tempo e la voglia di aprire le porte a chi vuole farsi un giro dentro di me e con me. E ovvio che per fare tutto questo devo fare un po di pulizia e spostando le vecchie cose capita di ritrovare vecchie foto, oggetti e regali che possono destabilizzare. Il vero sintomo di un cambiamento in atto è osservare come si affrontano questi momenti... e oggi mi sento bene ; )

PS
E adesso via con le ultime due puntate di Dexter muhahuahuauha

martedì 8 gennaio 2008

Fammi andar via

Fammi andar via
liberami da questa prigionia
fammi andar via
risparmiami un'altra litania
non serve a niente dire che t'amo
ma tanto chi ci sente
se per noi si parleranno d'ora in poi i legami

Un minuto di raccoglimento
oggi si è spento un sogno
conti fino a cento e torni a vivere
perché ne hai bisogno
E se andrai lontano fà che non sia troppo fuori mano
o trova un posto irraggiungibile
e calerà la fine
in questo cine senza schermo
io e te come in un fermo immagine
attori e spettatori

Chiama la polizia
che ho appena fatto fuori
la tua bella allegria
per risparmiarle ancora dei dolori
non la potevo più soffrire
non dovrà soffrire più
Ci amammo alla follia
poi siamo rinsaviti
per quella malattia di noi guariti
dal quel fottuto medico del tempo
al crocevia di una via crucis
via la croce e cosi' sia

Fammi andar via
aiutami in questa eutanasia
non ci ameremo più qui ma attraverso
ciò che in altri giorni avremo perso
e nei ritorni della gelosia
ce lo divideremo quel pagheremo al boia
per crepare poi di noia o nostalgia
ma che sia morte e mai ferita

Quando tu chiederai
i baci e un'altra vita
agli uomini usurai
diglielo che tra noi non è finita
che ti ho fregato tutto che sei in lutto
che sei roba mia
L'avrebbero chiamato poi
il nostro numeretto
e tocca pure a noi noi dentro il sacchetto
di questa sporta tombola del mondo
che vuoi che sia sia che sia
sì sia che sia no lascia che sia così
poi sia poesia

Fammi andar via
perdonati, perdonami
questa vigliaccheria
fammi andar via
fallo per me
fammi andar via da te...

E tra le dita non ci sono che fotografie...

Quante domande mi sono fatto? Quante di queste sono ancora in attesa di risposta e quante invece avrei voluto non arrivassero mai? Senza accorgermene, quasi distrattamente, con incedere lento come fossi un'illusione, stasera sono riuscito a dirmi quello che non volevo accettare. Come se fossi il mio migliore amico, o mi fossi trovato a chiacchierare con qualcuno che ne sa a pacchi su certe cose. Ne parlo con più consapevolezza, come a dimostrarmi che questo avvio d'anno è stato propiziatorio per una riflessione diversa, forse più cosciente. Matura? Forse o forse sogno di riuscirci. Sono qui in camera a farmi trascinare da vecchie canzoni, ma è solo un sottofondo stavolta, per aiutarmi nella concentrazione, mentre occhialuto scrivo illuminato dalla luce dello schermo. Ho trovato delle fotografie e una filastrocca che mi hanno fatto male. Capita purtroppo, ma ho imparato a superare certi momenti. Mi sono convinto che certe cose sarebbero accadute lo stesso, anche se avessimo avuto la possibilità di rigirare la scena o di ridoppiare la frasi sbagliate. Senza puntare il dito su nessuno, l'errore forse è stato incontrarsi. Un errore non voluto, non cercato. Forse siamo vittime di una casualità che sbaglia. Fa incontrare le persone e gli appiccica una data di scadenza su. Forse lo possiamo avvertire dai caratteri, dalle politiche, dai difetti. Si potrebbe quasi prevedere quando scadrà il termine massimo di consumo. Ma quando si è dentro si è dentro e quando si è fuori fa freddo. Specialmente se ti senti sbattuto fuori. A torto o a ragione, fa poca differenza. Arrivi a pensare che te lo meriti, che sei l'essere più ripugnante della terra, ma non serve a niente se non a farsi del male. L'esito non lo si può cambiare. L'unica certezza che ho e che in parte mi salva da tutto questo discorso è che quello che ho dato nessuno potrà portarmelo via. Sembra un paradosso ma è così. E' una presa di posizione importante questa. Presuppone che quello che non ho dato posso ancora darlo, perchè è ancora tutto qui dentro. Niente può cambiarlo, rimarrà stampato nella mia memoria per sempre.

Quando tu, metti in moto...

lunedì 7 gennaio 2008

Stavo pensando di scrivere qualcosa, come se lo dovessi fare, come se lo volessi. In realtà vorrei ma non mi tiene 'genio, per dirla alla napoletana maniera. Nun ntengo voglia. Dovrei parlare della giornata di oggi, di dove e con chi l'ho trascorsa. Dovrei parlare di come l'ho conclusa. Di come ho finalmente trovato le chiavi per rimettermi in moto. Di come può essere spaventosamente dolce ritrovarsi a parlare con un amico davanti a una birra e una bottiglietta d'acqua Blues. Vi prego non bevete l'acqua Blues, fa schifo!!!
Oppure dovrei cercare le parole per descrivere quella che fino a due secondi fa era una grossa fetta di torta secca al cioccolato. Torta di cui, a sua volta potrei stupentemente e suplimamente morire. Oppure del fatto che ormai mi sento un po Dexter dentro (il che, è abbastanza grave) e del fatto che adesso davanti alla mia bella tazzona rossa Nintendo mi sparerò l'ennesima puntata.
No, ho deciso che non ve ne parlerò, domattina mi alzerò abbastanzaquandomipare e comincerò a lavorare. Lavorerò sul lavoro da fare, su di me e ovviamente alla chitarra.
Stateme bbone uagliù...

Ridiamo, piangiamo e poi leggiamo gli oroscopi...

sabato 5 gennaio 2008

Si sa che a ogni inizio dell'anno si sbirciano gli oroscopi e le previsioni future anche per cercare di immaginarsi l'anno che sta nascendo o per fantasticare su cosa vorremmo che accadesse. Qualcosa me la sono letta anch'io ma giusto così, non sono un assiduo frequentatore degli astri. Però una cosa devo assolutamente condividerla qui sul blog. Nelle solite ricerche roccambolesce sulla rete, tra siti, parole chiave e youtube, alla fine sono approdato a questi due video che mi hanno strappato una sana grossa e grassa risata. Ne avevo proprio bisogno ; )

Basta poco...

venerdì 4 gennaio 2008

Uff... adesso cominciano farmi male gli occhi. Ultimamente mi sono fissato con un nuovo serial tv, l'ennesimo scaricato dalla rete, visto in inglese con i sottotitoli in italiano. Dexter, un serial killer che sfoga la sua pulsione omicida uccidendo solo serial killer. Cercando di dare un senso a quello che non senso non ha. La sua deviazione.
Non ho ancora capito se questo mio appassionarmi alle vicende di questo pazzo sia da considerare in qualche modo folle eh eh.
Scherzi a parte, adesso non ce la faccio proprio più. Penso che per qualche giorno lascerò a decantare le puntate scaricate.
E' un avvio d'anno strano questo. Alla fine invece del cenone in compagnia degli amici, ho preferito passarlo per i fatti miei, non me abbia chi mi conosce però, sentivo solo il bisogno di riflettere o anche di non riflettere per conto mio e salutare l'arrivo del nuovo anno secondo i miei ritmi e le mie esigenze. Sono stato in piazza ad ascoltare gli Stadio, grandissimi, poi mi sono fatto una camminata per il centro e un giro in macchina prima di tornare a casa. Niente di che come potete dedurre, ma non potete capire quanto mi ha rigenerato questo. In macchina ho spento la radio e ho lasciato defluire tutte le parole dette e non dette di questo travagliato duemilaessette. Ho fatto uscire tutte le persone che ho incontrato, tutte quelle che conosco e ho conosciuto e persino tutte quelle a cui voglio bene. E quelle a cui ne ho voluto. Poi una volta tornato a casa ho appeso il cuore a stendere fuori al balcone. Il primo dell'anno ha fatto un bel sole, per tutto il giorno mi è sembrata l'alba e ho pensato che quel sole non poteva che fare bene al mio cuore, a quel nucleo essenziale che è l'unico strumento capace di darci la forza di affrontare questo tempo folle che ci circonda. Che Dio ce la mandi buona...

Halleujah

martedì 25 dicembre 2007

Libera traduzione da un classico di Leonard Cohen che potete ascoltare in una splendida versione di Jeff Bukcley nel suo unico album Grace, oppure in un intima reinterpretazione di Elisa nell'album, Lotus. Buon ascolto e buon natale.
Ora, ho saputo dell'esistenza di una melodia segreta
che Davide suonava e compiaceva il Signore
ma tu non ti interessi veramente di musica, non è vero?
Funziona così: la quarta, la quinta
la minore, aumentata, la maggiore diminuita.
Il re turbato compose un Hallelujah

La tua fede era forte ma avevi bisogno di una prova
avevi visto lei mentre faceva il bagno sulla terrazza
la sua bellezza e la luce della luna ti avevano sconvolto
e lei ti ha legato ad una sedia della cucina
ha infranto il tuo trono ed ha tagliato i tuoi capelli
e dalle tue labbra ha tirato fuori l'Hallelujah

Tu dici che ho preso il nome invano
io neanche lo conosco il mio nome
ma se anche lo conoscessi, cosa cambierebbe per te?
C'è una vampata di luce
in ogni parola
non importa quale hai ascoltato
l'inno sacro o quello spezzato Hallelujah


Ho fatto del mio meglio, non era molto
non potevo sentire, così ho tentato di toccare con mano
ho detto la verità, non volevo ingannarti
e se nonostante questo
tutto andasse male
arriverò davanti al Signore della Musica
con nient'altro nella mia voce che questo Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah...