La mia strada ancora corre e va, ma mai lontano quanto l'immaginazione...

martedì 8 luglio 2014

"É finita! Si é finita."
Me lo ripetevo ieri notte prima di prender sonno.
"Qualcosa é cambiato dentro di me"
Ma non riuscivo a capire se ero felice o triste.
"Sono a un giro di boa!"
Che strani i pensieri sparsi di qualcuno prima di addormentarsi. Lampi nel buio che muoiono sul cuscino.
"E ora?"
Proprio non lo so, ma so che la pagina che si sta voltando sará tutta da scrivere e ho tutta l'intenzione di metterci la mia bella firma in basso!

Due pugili sfiniti che si abbracciano...

venerdì 20 giugno 2014

Avrò fatto a pugni si e no tre o quattro volte in tutta la mia vita e tutte le volte ho provato sia una sensazione di perdita del controllo all'inizio, che di sconfitta alla fine. E poco importava se le avessi prese o date.
Ieri mi è capitato di rispondere a delle provocazioni e a uno schiaffo ricevuto, come non avrei mai pensato. Ho picchiato per picchiare, per fare male. Per far prevalere la mia ragione, per non soccombere alle falsità e alla gratuità di certe parole.
Poi, rimasto solo, mi sono seduto e sono scoppiato a piangere, ero stordito dalla scarica di adrenalina che ancora sentivo in corpo.
Ora sono qui a chiedermi il perchè di questa situazione. A domandarmi ancora una volta cosa scatena la rabbia delle persone, perchè si arriva a odiare e invidiare il prossimo tanto da stare male, covando risentimento e invidia.
C'è una piccola parte di me che dal profondo grida "Non è colpa tua", tentando di farsi ascoltare fin su nella testa dove le domande scorrono veloci.
Non è colpa mia se sono stato oggetto di invidia e rancore, se sono solo il capro espiatorio del disagio e della frustrazione di chi non è in grado di guidare la sua vita su strade migliori.
E' colpa mia l'aver raccolto il guanto di sfida.
Ho vinto, ma ho perso.
Ho perso un amico che si era gia perso per conto suo.

Sono 4850 da quando mi hai detto «Ma dai anche tu sei degli anni 70?»...

mercoledì 4 giugno 2014

Domani fanno 3 giorni che ho la febbre. Ho iniziato direttamente con un bel 38 e 3, poi ieri mi ero assestato sui 38. Oggi sui 37, 37 e 5. Se tutto va bene domani dovrei poter uscire di casa. Uscirò lo stesso, febbre o meno, perchè alle 10 ho un appuntamento di lavoro. Oggi verso le 11 in preda allo scazzo mi sono detto «Forse è il caso di lavorare?»
E ho fatto qualche telefonata. Mmm... qualche però non è un numero, quindi diciamo che ho fatto circa 12 telefonate. Poi non contento mi sono messo a fare i piatti, c'erano si e no 20 pezzi tra stoviglie e piatti da lavare, mi rilassa molto fare i piatti sapete?
Comunque per la cronaca stamattina mi sono svegliato alle 8 e 30, la tachipirina non mi ha fatto dormire. Anzi ho fatto certi sogni (almeno 4) che non è il caso di raccontare, mi internerebbero subito. Mi sono svegliato con la fame e poi perchè avevo comprato le merendine eheheh! Si le merendine. Era forse da 1 anno che non entrava un pacco di merendine in casa mia. Se poi ci mettiamo che da 1 mese sto seguendo una certa dieta potete capire la golosità/voracità che mi ha preso questa mattina. La dieta consiste nel mangiare solo 5 cose. Petto di tacchino, riso in bianco, pomodori, bere solo the e mangiare come frutta solo la pera. I più attenti di voi avranno notato che ne ho citati solo 4 vero? No? Allora siete appena andati a ricontare eheheh. E vi siete accorti che invece sono davvero 5. Ma che simpatico burlone che sono!
Il pacco di merendine ne conteneva 6. Si, ne conteneva, perchè è gia finito! Quindi siamo a 0. Erano cornetti ai 5 cereali, in tutto circa 240 gr di cornetti per la modica cifra di 2,50€. Appena arrivato in cucina (dalla camera devo attraversare nell'ordine: 1 camera da letto, 1 disimpegno, 1 salotto e poi alla fine ritrovarmi in cucina. Ne ho una, non 2 o 3!) ne ho mangiati 2, le merendine si mangiano sempre in coppia è 1 regola fissa. Non provate a cambiarla per nessuna ragione al mondo, strane cose si raccontano di chi ne ha mangiata solo 1 e non è qui con noi per testimoniarlo.
In questi quasi 3 giorni ho sudato forse 6000 camice, preso si è no 12 bustine di Tachipirina 1000, anzi 500 ma 2 a 2!
Sono le 22 e 22, ho appena finito di vedere la puntata numero 6 della stagione numero 2 di "House of cards", strepitoso. Ora spezzo il ritmo con la puntata 19 della stagione 1 di "2 Broke Girls ", sit com davvero divertente. Però prima di tutto devo prendermi la mia spero ultima dose di Tachipirina 1000, anzi 500 ma 2 a 2!
Questo si che è dare i numeri! :D

Eccomi qua, sono venuto a vedere lo strano effetto che fa...

domenica 25 maggio 2014

É notte fonda e sono stanco, eppure le forze per scrivere sento di doverle trovare. Forze per descrivere la forza, l'energia, la bellezza, la profondità e la bravura di un uomo, di un attore, di un maestro: Giampiero Mancini.
Assistere al suo "Grigio di Giorgio Gaber" é ogni volta un'esperienza forte. Un piccolo terremoto per quei pensieri che ognuno di noi, non so quanto saggiamente, mantiene sopiti e quieti, negli anfratti più stretti e scuri della propria anima. Un testo, quello di Gaber, che segna e fa crescere.
Mentre lo ascoltavo, appena qualche ora fa, non potevo non vibrare su certi affondi del sua voce e non potevo non pensare a quante volte, prima ancora che sapessi dell'esistenza di questo lungo monologo, avevo timidamente fatto certi pensieri.
Io non ho il talento per scriverli, ne tantomeno di metterli in scena in così magistrale maniera, ma mi ritengo fortunato a poter passare un sabato sera così, piuttosto che uniformarmi alla massa e ubriacarmi e stordirmi per non pensare.
Sono contento di aver incrociato sulla mia via Giampiero. Persona e personaggio di immenso carisma e che posso definire "modestamente" un amico. Una persona diversissima da me eppure così uguale in certi percorsi, perché se é vero che lui questo monologo lo porta in scena da più di vent'anni, vuol dire che de "Il grigio" c'è tanto, forse tutto, di lui. E sicuramente c'è qualcosa di me.
É notte fonda e sono stanco e non so se sono riuscito a scrivere qualcosa di sensato.
Mi metto a letto e lascio a decantare gli ultimi pensieri.
Che bello spettacolo, che bella serata.

W l'Italia, l'Italia che resiste...

giovedì 22 maggio 2014

Poco fa, mentre ero in macchina pensavo a quanto ormai l'autostrada A14 sia per me un luogo familiare. Se i cartelli fossero persone li potrei quasi salutare e chiamare tutti per nome. Poi ho pensato a quanti ragionamenti ho fatto in auto mentre andavo su e giu per l'Italia, talmente tanti che mi sembra di vederene i residui sui lati della strada come polline al cambio di stagione. Strane riflessioni vero? Non fateci caso e poi ne faccio anche di peggiori :)
Beh, sono tornato a casa contento e questa è la cosa più importante da dire oggi. La giornata, non chiedetemi perchè non sono riuscito a capirlo, è partita controvento. Ho avuto diversi appuntamenti, ho visto persone molto diverse tra di loro e ora sento l'esigenza di spurgare tutto quello che ho assorbito da queste vite, che non incrocerò mai più.
Le passo in rassegna velocemente.
Il primo è Janos, credo fosse venezuelano/portoricano/brasiliano, me lo sono gia dimenticato scusate. Insomma un ragazzo di circa 26 anni, adottato e che vive nella frazione di un paesino nella vallata del Tronto. Nel niente in pratica. Entro a casa che lo trovo che balla robe latine davanti alla tv. Il padre è un brav'uomo che non ha fatto altro che parlare della sua ex moglie, con cui ha ancora buoni rapporti e che sembra sentire giornalmente per mandare avanti le cose della "famiglia". Mi ha fatto molta tenerezza. Il corso non potranno pagarlo perchè vivono con una pensione molto minima di lui e un lavoro molto precario della sua ex. Peccato.
Il secondo è Alberto, un autista trasportatore che vorrebbe reinventarsi provando/imparando un nuovo lavoro. Un omaccione grosso con figliolette e moglie straniera a seguito.
Mi parla di quanti annunci di lavoro in rete avrebbe trovato e che quindi il corso di Pizzaiolo che gli sto proponendo fa proprio al caso suo.
Il terzo e Pietro. Anzi in realtà ha un nome incomprensibile e impronunciabile ma in Italia si fa chiamare così. E' Polacco, non so cosa ci faccia da sei mesi in Italia, parla poco e capisce ancora meno, ma soprattutto non ho capito chi è la vecchia che siede affianco a lui. Avete presente lo skecth comico di Aldo, Giovanni e Giacomo dell'auto bus? Quello in cui Aldo non ha il biglietto, Giovanni fa il controllore e Giacomo il vecchio rompicoglioni che borbotta con la vocina fastidiosa "Gli faccia una bella multina"?
Ecco, la signora è fastidiosa come Giacomo! Tanto che dopo dieci minuti li mando a fanculo. Sul serio!
Mi alzo e me ne vado :)
Il Quarto è Lidia, anzi in realta sarebbe Nico, il marito. Mentre Lidia compila il test di selezione al corso (non prendiamo mica tutti eheheh) parlo con lui. Fa le tende da esterno, supporti in legno, gazebo ecc ecc.
Mi dice che vorrebbe imparare a fare il Pizzaiolo in previsione di andarsene in Australia dove sta la sorella di Lidia e trovare finalmente pace perchè qui in Italia è un casino. Ecco che mi tornano utili gli anni passai a fare l'animatore di contatto nei villaggi e mi metto in modalità discorso qualunquista e accondiscendente.
Il bello è che Nico mi sorprende per la pragmaticità del suo discorso e dopo un po che chiacchieriamo non riesco a non pensare a quanto le nostre vite siano uguali. Non manco di farglielo notare infatti. Lui vende Tende da sole. Si occupa per la precisione di fare i preventivi, progettarle, venderle, montarle, incassare i pagamenti, fare pubblicità, locandinaggio, ecc ecc ecc ecc ecc....
Io mi occupo di corsi di formazione. Per la precisione mi occupo di fare preventivi, progettarli, venderli, metterli su, incassare i pagamenti, fare pubblicità, locandinaggio ecc ecc ecc ecc ecc... :D
Capite ora perchè sono tornato a casa contento? Perchè oggi è tutto un gran casino di gente e situazioni e mettici che a volte le giornate possono anche essere una vera merda. Oggi mi sono ritrovato in Nico. Uno che come me resiste e va avanti in questa Italia fatta spesso di gente laureata in "Nulla" e non sanno fare un oggetto in legno o una pizza. Ho capito che in questa poverta 2.0 in cui viviamo, dove tutti però abbiamo un account facebook e twitter, ci sono i partigiani del nuovo millennio. Partigiani che lottano sul fronte della propria libertà.
Dite che ho esagerato? Forse.
Sono contento e ora esco :)

Sulla via di casa mia...

martedì 20 maggio 2014

Sulla via di casa mia ho spesso voglia di cantare, provo un senso di libertà nel tornare. Una gioia incontenibile che mi prende, una forza spaventosa e difficile da domare. E non fa niente se nel traffico mi guardano tutti straniti. Perchè cantare non è accettato socialmente? D'altronde non viviamo in un musical e non è normale, nel mezzo di un discorso, all'improvviso, mettersi a ballare. Ecco, meno male che sono un pezzo di legno altrimenti dovreste portarmi le arancie in qualche istituto di igiene mentale!
A volte ho la sensazione di aver compreso tutto e non so se la cosa mi spaventa o se mi da potere! Sento che voglio bene a tutti ed è un misto tra bene e malinconia. E' sapere che è un momento che gia sta andando via. A volte lo gusto, a volte ne ho gia nostalgia.
Mi capita spesso in questi giorni.

Why, why...

domenica 18 maggio 2014

Inizio dal non fare promesse.
Non prometto di scrivere sempre e con constanza.
Non prometto niente di bello, ma solo tutto quello che sento.
Perchè oggi volevo scrivere due righe e non ci sono riuscito.
Perchè la scrittura, così come tutte le arti, ha bisogno di una pratica costante.
Perchè  l'ispirazione puoi coglierla e sfruttarla solo sei sei ben allenato. 
E poi perchè avevo in mente questa frase «Sei la cigliegina sulla torta» e volevo farne una canzoncina allegra.
:)

Quiet nights of quiet stars, quiet cords from my guitar...

lunedì 30 gennaio 2012



Ora c'è la morbibezza accogliente del letto, il pianoforte di Einaudi, il rumore delle mie dita sul computer e dei miei pensieri che si sciolgono sul cuscino.
C'è un senso di rilassatezza, di divertimento e di pace, perchè quando butto fuori quello sento, quando canto e suono in tranquillità come ho fatto in questi giorni o quando mi diverto con un amico, sono più leggero e sereno.
Sono giorni pieni di risate, di incontri vecchi e nuovi, di nuovi orizzonti da esplorare.
Ma ci sono delle cose che devo avere il coraggio di dire. Ci giro intorno da diverso tempo e non trovo mai il coraggio. Devo metter voce a queste parole che gridano di essere liberate. Niente di segreto o incoffessabile ma sono causa del mio senso di immobilità stagnante, perchè per quanto io possa migliorare me stesso, e l'ho fatto, rimangono delle zavorre che fino a quando non avrò la lucidità di lasciare andare, rimarranno sempre li a condizionare il mio volo.
Dire ad alta voce ciò che non va, che mi fa star male, che si prende i miei pensieri.
E' una promessa che faccio a me stesso.

E ad ogni sguardo esterno perdo l'interesse e questo fa paura...

domenica 29 gennaio 2012


Ovviamente accade quando meno te lo aspetti. Da un commento per caso, una frase lasciata li o da una battuta. E proprio nell'ultimo caso che in un momento preciso della serata ho avuto un flash.
- Secondo te se io vinco un milione di euro al super enalotto, sto ancora con te?
Risate generali da parti di tutti, me compreso.
- Con un milione di euro non ho bisogno più di nulla, posso comprarmi tutto. Non mi serve qualcuno con cui farmi forza nei momenti di difficoltà.
Ora è chiaro che si scherzava, però questa frase abbandonata tra i sorrisi si è fatta spazio dentro di me, sedimentandosi fino a spingermi a scrivere due parole.
Io potrei più o meno avere un milione di euro, ma di sicuro non ho nessuno con cui farmi forza nei momenti di difficoltà.

Punto.