2:21 e non non ho sonno nonostante la camomilla. Ho nella testa il suono del vento che va veloce, e che porta con se le immagini di questa giornata, nata con un bel mal di testa e che sembra non voler finire. Ho solo bisogno di sfogarmi in qualche maniera, di rigettare tutto quello che la mia apparente sicurezza nasconde. Sto imparando a cogliere le sfumature nei volti e nelle parole delle persone ma il prezzo da pagare è non saper ignorare a me stesso questo vento che sento dentro.
E' solo instabilità momentanea, presto passerà.
lunedì, novembre 9
E rido, si rido tanto che il mondo sai in fondo potrebbe finire anche qua...
lunedì, ottobre 19
Buona fortuna
Mille aghi nella mente e niente mai risposte...

Di cosa è fatta una persona? Quanti e quali sono gli ingredienti che ci definiscono? Sono forse i giorni e quello di cui sono pieni? Le persone che incontriamo, i loro sentimenti? E le foto, che ruolo hanno in tutto questo? Come possono accenderti il fuoco dentro o tagliare come un coltello? Forse i luoghi che ci portiamo dentro, i ricordi che abbiamo conservato? I compleanni degli amici, le feste e le voci. La felicità è una meta che puoi raggiungere se passa attraverso qualcun altro?
martedì, ottobre 13
domenica, settembre 20
E' un periodo pieno di sorprese...
Sono come una chitarra perfettamente accordata tra corpo e anima. Lo vedo da come lavoro, dall'impegno che metto nelle cose, e dall'espansione verso gli altri che in questi giorni si fa sempre più manifesta. Da come rido.
Da come affronto le difficoltà che certe sorprese pongono nei miei giorni. Anche se, mi sento in colpa ad affermare questa mia serena condizione se penso a chi in questo momento di lutto ha mille domande dentro di se. Ho imparato fin troppo bene che la vita sa essere cinica e di un'ironia beffarda.
Oggi convogliavo questi ed altri pensieri nelle mie mani, riscoprendo il piacere di suonare i tasti bianchi e neri di un pianoforte. Credo di aver cantato come non facevo, come non sentivo da molto tempo. Nella mia nuova stanza/studio, tra strumenti e colori nuovi ho avvertito il ricordo di quei pomeriggi passati ad ascoltare la musica di un Cd stereo regalatomi da papà. Nella cameretta che ha visto passare tante storie.
Sono sereno perchè affronto il passato in maniera diversa. Mi capita ancora di avere dei flash, di raccontarli o magari di scriverli, ma come dicevo giorni fa, ho svuotato il cestino da certi file inutili pesanti ed obsoleti.
O forse sono sereno perchè sono libero dall'amore, libero di cambiare.
mercoledì, settembre 9
Pioggia sarò e pioggia tu sarai...

Fine, ed inizia il silenzio
Fatto di un suono inatteso chissà quanto
Di aria pesante caduta sulla terra come spalle incredule
Fine a tutto quello che non ha un senso
Perchè in fondo l'abbiamo sempre saputo
Siamo le foglie, il vento, una mela
giovedì, settembre 3
135

L'acqua, la insegna la sete.
La terra - gli oceani trascorsi -
Lo slancio - l'angoscia -
La pace - la raccontano le battaglie -
L'amore, i tumuli della memoria -
Gli uccelli, la neve.
martedì, settembre 1
Settembre

Il sole a settembre mi lascia vestire ancora leggera
il fiume riposa negli argini aperti di questa distesa
Tu mi dicevi che la verità e la bellezza non fanno rumore
basta solo lasciarle salire, basta solo lasciarle entrare
E' tempo di imparare a guardare
E' tempo di ripulire il pensiero
E' tempo di dominare il fuoco
E' tempo di ascoltare davvero
L'amore a settembre mi ha fatto sentire ancora leggera
il giorno sprofonda nei solchi bruciati di questa distesa
Tu lo sapevi che nessuna gioia nasce senza un dolore
basta solo farlo guarire, basta lasciarlo entrare
E' tempo di imparare a guardare
E' tempo di ripulire il pensiero
E' tempo di dominare il fuoco
E' tempo di ascoltare davvero
E' tempo di imparare a cadere
E' tempo di rinunciare al veleno
E' tempo di dominare il fuoco
E' tempo di ascoltare davvero.
L'amore a settembre mi ha fatto sentire ancora leggera...
Time came a creeping oh and time’s a loaded gun (Every road is a ray of light) It goes on time only can lead you on, still it’s such a beautiful night

Sembrava come uno di quei castelli di legno attrezzati nei parchi, dove i ragazzini possono arrampicarsi e giocare. Solo che era molto più di un castello di legno. Sembrava un percorso ricavato per strada, fatto di luci colorate tra gli alberi, tappeti o enormi cuscini al posto dell'asfalto.
Ero fermo davanti alla sua porta, incastrata in un palazzo dal sapore dickensiano. Fuori il freddo e dentro il colori del calore. Un misto tra carnevale e halloween, tra il gotico e cartoonoso.
La cercavo impaziente. Desideroso di parlarle e di sfogarmi con lei.
Ricordo di aver trovato casa sua ma di non aver avuto il coraggio di entrare. Mi sembrava inopportuno. Poi però ricordo di averla avuta vicino a me, mentre giocavamo in questo parco giochi da me creato. La guardai dicendo «Questa volta lo facciamo al contrario, dalla fine all'inizio». Nei suoi occhi leggevo il divertimento e la curiosità, mentre camminavamo a pancia in giù come se stessimo giocando agli indiani, sorretti da questi cuscini e illuminati da piccole luci colorate.
Ma che domenica bestiale...
La giornata di ieri sembra il puzzle di un pazzo!
Da dove comincio? Magari con una bella suddivisione degli eventi in gruppi.
Il primo gruppo possiamo chiamarlo "Il re dei centri commerciali" e ovviamente il re in questione sarei io.
Ieri, domenica per l'appunto anche se scrivo a martedì inoltrato a dir la vertità, mi ero ricordato troppo tardi di prendere un pensierino per un'amica che festeggiava il compleanno e che mi aveva invitato alle 8 per una aperitivo in centro.
Si può capire senza ulteriori spiegazioni la mia apprensione per tale evento con niente in mano.
Ma era troppo tardi per via del giorno, ma anche dell'ora, visto il mio risveglio non proprio all'alba :)
Colazione e vestizione in contemporanea e via per il primo di millemila centri commerciali a cercare il pensierino. Peccato che l'AICCAPDM, cioè "L'associazione italiana centri commerciali alla portata di Mirko", abbia indetto la chiusura simultanea di tutti i centri commerciali d'Abruzzo a mia insaputa e quindi dopo tanto gasolio, tanta aria condizionata mentre fuori l'afa ruggiva contro i vetri, tante canzoni cantate a squarciagola come un settenano drogato che va a lavorare, sono tornato a casa sconfitto, senza pensierino e con una fame nera. Peccato che mia sorella a casa di fianco non c'era e che a casa mia il frigorifero piangeva lacrime amare.
Uno magari dice «Vabbè me ne vado a mangiare in qualche centro commerciale...»
Il secondo gruppo possiamo chiamarlo "Il mio amico d20" e per d20 intendo un dado a venti facce, un dodecaedro (giusto per fare il figo) utilizzato nella stragrande maggioranza dei giochi di ruolo.
Questo gruppo inizia appena finisce il mio fantastico pranzo domenicale. E cioè un agghiacciante insalatissima senza rio mare e soprattutto senza l'isi pil. Il giusto pasto per affrontare un pomeriggio nella casa/fattoria di un mio carissimo amico per una bella seduta di giochi di ruolo, il famoso Dungeons & Dragons.
Un pomeriggio in bella compagnia di over trentenni con evidenti problemi di accettazione della realtà, io in primis, nella più classica delle atmosfere bucoliche tra crostate, maledette mosche e i nostri discorsi a base di orchi, incantesimi, spadate ecc ecc. Un vero relax per i miei gusti.
Il terzo gruppo lo potremmo chiamare "Social network senza il network, solo il social. Cioè incontrarsi in questo millennio vuol dire ANCHE non condividere i cazzo di biscottini della fortuna in bacheca ma... vabè ci siamo capiti".
Ecco, in questo gruppo l'aperitivo a cui facevo riferimento prima si è snocciolato verso le otto di sera. Mi sono camiciato come non facevo da un po, capello gellato in casa davanti allo specchio bello preciso, diventato poi alla cazzo fuori con l'afa africana. Pantalone bianco perchè sennò non sto bene e tanto positivismo da fare schifo.
E devo dire che mi sono trovato bene, divertendomi e scambiando due chiacchiere con persone nuove. Tra una cameriera che ci serviva, visibilmente in lotta con se stessa e dall'aria vagamente psicolabile e la mia posizione sul divanetto che ha distrutto la mia colonna vertebrale.
Ore e ore di Wiifit buttate nel cesso!
Mi ha stupito anche il mio modo di gestire, emotivamente, lo scambio di notizie su alcune vecchie conoscenze che in qualche modo sento ancora come una nota malinconica dentro di me.
Ma a parte questo tutto è andato per il meglio.
Tranquillo, quasi rilassante.
Normale.
Prima del quarto e ultimo gruppo della giornata.
Questo quarto gruppo di eventi non saprei proprio come chiamarlo. Qui magari mi faccio un po più serio, perchè sono diverse le sensazioni che ho riportato a casa a fine giornata e quasi tutte legate a quest'ultima parte.
Sono uscito con una mia vecchia compagna di scuola, siamo stati insieme per un po durante gli anni scolastici, e poi ci siamo ritrovati insieme per un paio d'anni scarsi, dopo il diploma.
In maniera indiretta ho gia scritto di lei su queste pagine, raccontando piccoli frammenti di vita passata, sensazioni e ricordi vari.
Una ragazza sicuramente piena di vita, frizzante, colorata. Chissà perchè me la figuro anche fragile, nonostante la sua aggressività. Sensibile, dannatamente sensuale, con lo sguardo a volte perso chissà dove.
Eccessiva e senza regole, per certi aspetti distruttiva oserei dire. Un fuoco ardente capace di ridurre in cenere quello che ha intorno se non sai giocare col fuoco.
La sento da un po su facebook ed è stata lei cercarmi e a raccontarmi di un periodo non particolarmente bello «Sei l'unica persona che mi ha voluto bene veramente» mi ha scritto in una mail.
Siamo passati a prendere una sua amica, un soggetto clamoroso! L'anello di congiunzione tra l'uomo e un Pokemon :) Talmente biondoplatinotinta che in confronto Platinette è Obama. Vestita da capo a piedi con solo roba marchiata Hello Kitty!!! Da sottolineare i suoi ventinove anni, ex commessa di un negozio di intimo e senza un ragazzo. Stabile.
Completamente svalvolata ma decisamente simpatica.
Passo la prima ora in macchina ad ascoltare questi due soggetti che parlano di un gioco/applicazione su facebook, Pet Society, una sorta di tamagochi da social network, dove prendersi cura di un cane o gatto virtuale, spendendo però dei soldi realissimi per fargli l'acconciatura o scegliere i vestiti e altre amenità del genere.
Esatto, la faccia che state facendo è la stessa faccia che ho fatto anche io.
Un'ora di sta roba. Al primo minuto volevo morire di una qualsiasi morte violenta eh eh.
Poi si parla dell'attuale ragazzo della mia ex, di quanto è stronzo, di quando se ne andato a Lecce per le vacanze estive dimenticandola a casa a piangere il giorno del suo compleanno. Lasciandola via sms ovviamente. E altrettanto ovviamente rimettendosi insieme alla prima trombata utile. Poi chissà perchè si è scivolati su altre esperienze passate simili.
Come ad esempio di una loro amica dai gusti e modi raccapriccianti.
Una che a vederla sembra una persona normale, ma che alla seguente frase magica «Io sono un bravo ragazzo, sono serio e ti voglio sposare» lei ti fa, scusate la brutalità, un pompino con ingoio senza neanche passare dal via!
In automatico.
Secco.
Una che dichiara di avere un a particolare feeling con uomini che hanno subito un lutto, in particolar modo se si tratta del padre. Una che alle cinque del mattino si taglia i capelli a ciocche irregolari con le forbici da cucina solo per vincere l'ansia.
!!!
Si, ripeto. Anche io avevo la faccia che avete anche voi adesso.
E tra altre assurdità poi si è passati a parlare di altri suoi ex ragazzi stronzi, tutti dopo di me ci tengo a precisare.
Roba di droghe dentro i cocktail, orge a tre improvvise e senza il minimo consenso e altre storie che non sto qui a raccontarvi nel dettaglio.
Dopo una prima risata, atta a sdrammatizzare le cose che sentivo, devo dire che poi non ho potuto fare a meno di riflettere su questi racconti.
Mi sono chiesto il perchè di tale tematica, perchè si parlava di sesso vario e soprattutto perchè in quei termini.
Ho provato una sorta di repulsione e avevo una strana sensazione sulla pelle.
Una parte di me voleva tornare a casa. Una situazione di un surreale che nella sua assurdità mi dava di rimando, tutta una serie di risposte e conferme a tanti aspetti legati al mio personale passato che più volte ho affrontato e sviscerato anche su queste pagine. Anche a costo di risultare pesante e sgradito.
Paradossalmente non avvertivo più un senso di ansia, ma di straordinaria gratitudine a me stesso. Per come sono stato in passato e per come sono adesso.
Per la mia ingenuità di fondo, per gli errori commessi, tutti nessuno escluso. Che visti riflessi sullo specchio di questi racconti mi sono sembrati i passi incerti di un bambino. Dolci e pieni di buone intenzioni.
Tornando a casa ho ripensato a milioni di cose, alle persone che ho amato e che amo ancora. A come sono entrato e uscito dalle loro vite, agli sbagli fatti con loro. Ho pensato a tutto quanto. E mi sono sentito bene.
Questo agosto è stato un crescendo di consapevolezze. Ho capito diverse cose e fissato i paletti per quello che sarò domani. O almeno credo ;)
E questa assurda serata mi ha dato la spinta finale verso una nuova versione di me.
E difficilissimo descrivere tutto quello che ho sentito dentro tornando a casa ieri sera e di sicuro i fatti fin qui descritti posso distrarre dal messaggio che sto cercando di fissare a me stesso.
Magari ci torno su nei prossimi giorni in maniera migliore.
:)
giovedì, agosto 27
Dai che torniamo nel vento e riapriamo le ali, c’è un volo molto speciale non torna domani...
Ho provato a descrivere con due parole la sensazione che ho avvertito alla fine di una Scrutatio. Sapete che cos'è? L'altro giorno non so perchè ma mi son messo sul letto e ho cominciato a leggere qualcosa, e tra da un link all'altro, sarò stato li per un bel po.
Magari non avevo niente da fare, non lo so...
Alla fine vado per rimettere a posto la bibbia e mi cade un bigliettino dalle sue pagine. C'erano giusto gli auguri per un natale di qualche anno fa e le parole di sorpresa di chi mi regalava tale libro.
Proprio li ho sentito il calore di un abbraccio, ed è stato bello.
:)
martedì, agosto 25
When we dance, angels will run and hide their wings

Sono concentrato, in equilibrio e pronto. Dentro la leggerezza lasciata da vecchie memorie archiviate.
Eppure per un minuto, ho sentito il suo abbraccio affettuoso, mite, costante, lenitivo :)
Noi ben sappiamo,fratelli amati da Dio,che siete stati eletti da lui.- I Tessalonicesi 1, 4 -
giovedì, agosto 20
One
Did i disappoint you or leave a bad taste in your mouth?..

Nonostante l'amarezza che avverto quando mi capita di pensare a te e a come è finita la nostra storia, sappi che non mi sento in colpa.
Al di la dell'immagine falsa che di me hai sempre dato agli altri, per coprire le tue profonde insicurezze, io non ti odio.
Benchè abbia provato e riprovato, sbagliato e ricominciato pur di darti un briciolo di quello che ancora oggi ti manca per essere davvero una donna, non ho nessun rimpianto.
E non un minuto di più spenderò in tali pensieri per circondarmi di malinconia e insoddisfazione.
So chi sono, quello che valgo e che voglio e sto correndo a prendermelo giorno dopo giorno.
sabato, agosto 15
Ciao sono io. Buonasera dottore...

Paul: Mi hai detto che quando mori' tua madre, fu come... una specie di morte anche per te.
Laura: Sai che c'e'? Ti possono capitare anche cose di merda. La vita e' ingiusta. Voglio dire, cosa vuoi, fare causa a Dio?
Paul: A chi faresti causa, tu?
Laura: A te? No, nemmeno fare causa a te sarebbe di qualche aiuto.
E' il mio problema con la psicologia, Paul. Tu... scavi e scavi, e scopri ogni sorta di verita' su te stesso. E vai a toccare tanti punti dolorosi, ma, in fondo, a che serve questo, Paul?
Sono seria, non sto facendo la cinica. In che modo puo' essermi utile, oggi, sapere quanto ho sofferto allora? Sono stanca di dispiacermi per me stessa. Sono arrivata ad odiare l'essere dispiaciuta per me stessa.
E' una delle cose che odio.
Paul: Cosa altro odi?
Laura: Ah, ho un lunga lista.
Paul: Beh, per esempio?
Laura: Le omelettes!
venerdì, agosto 14
giovedì, agosto 13
Visto che oramai sono diventato troppo sensibile...
E sempre a proposito di logica, ho la seria intenzione di fare piazza pulita di tutta una serie di cose che mi girano in testa e che mi hanno condizionato in questi ultimi anni. Una serie di pensieri e ragionamenti venuti fuori da momenti che ben ricordo, ma che non voglio più si ripropongano nella mia mente.Voglio una lavata di testa, una sorta di pulizia del disco se al posto del cervello avessi un hard disk. Perchè proprio come un hd sento il peso di file inutili, vecchi, obsoleti. Voglio fare spazio a cose nuove, e sentirmi più dinamico e fresco.Maledizione, se avessero inventato la presa usb per la testa a quest'ora probabilmente avrei gia risolto!
martedì, agosto 11
Obladi oblada life goes on bra, la la how the life goes on...
Guardando In Treatment mi ha colpito una frase del dottore a una sua paziente «Hai una logica che non funziona!» e siccome sono dannatamente egocentrico, ho subito subito pensato l'avesse detta per me.
Ho una logica che non funziona? Forse si.
In effetti è da diverso tempo che ci penso e forse il telefilm è solo servito a ridurre e concretizzare in una frase quello che gia era nella mia testa.
Sono convinto di aver perso più tempo del dovuto a pensare a vecchie situazioni che mi hanno fatto star male esattamente come fa una mosca che cerca di uscire da una finestra chiusa, senza riflettere sul fatto che basterebbe accorgersi che qualche centimetro più in la la finestra è aperta.
Tutto questo per dire cosa? Che stamattina mi sono svegliato e pensavo a quando sono stato in Croazia a fare uno corso/stage per diventare capoanimatore. Non so assolutamente perchè, forse sono ancora sotto l'influsso beatlesiano :) Ieri sera mi sono addormentato con Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band in sottofondo eh eh eh...
Volendo utilizzare una logica fallimentare dovrei dire sospirando «i bei vecchi tempi» eppure adesso mi sento di dire prima di tutto che ho esagerato con certi ragionamenti: amici che non erano amici, donne che mi hanno fatto stare male ecc.
Se provassi a pensare a tutte le cose belle che mi sono successe invece? Un cambio di prospettiva stupido ma in questo caso importante. Com'ero in quei frangenti?
Quindi ben venga il ricordo della Croazia e tutto quello che ha portato. Dalle amicizie e ai bagordi di quel periodo, a quando facevo il vocalist con annessa finta voce black per il Ciaccio, un rapper di quartiere dai tratti esaltanti ed esilaranti...
Stamattina mi sono svegliato bene, siano lodati i Beatles :)))))))))
lunedì, agosto 10
Verranno a chiederti del nostro amore
Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a crederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta
Non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai"
Non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai
E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pesarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi
Digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani
dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l'amore
alle carenze dell'amore
era facile ormai
Non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata lo sai
Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro
Ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi
Sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai
Ma senza che gli altri non ne sappiano niente
dirmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l'amore per amore
o per avercelo garantito
andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai
Continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai
domenica, agosto 9
Mi sento un po instabile però è un gran bel film...

Dicono che Gran Torino sia un bel film. Lo volevo andare a vedere quest'inverno poi però per tutta una serie di cose non ci sono andato. Al cinema ci vado spesso anche da solo, quando capita che un film non interessa a nessuno. Eppure non l'ho visto. Lo farò stasera, facendomi poi una passeggiata e rimuginando un pochetto, come sono solito fare, su giusto uno o due milioni di cose tutte insieme :)
Sembra una giustificazione o forse assomiglia molto più a una pippa mentale, ma io quel film lo volevo andare a vedere perchè sapevo che era una buona cosa farlo. Spesso mi sono lamentato di tv vuota, di film solo effetti speciali, di canzoni di plastica o perchè no anche di rapporti interpersonali di plastica, patinati fino all'inverosimile.
Volevo vedere quel cavolo di film e non ci sono riuscito.
Ci volevo andare con la mia ragazza, così come volevo andare a vedere The Milionaire, ma mi ha smontato con uno stiamoci a casa oppure ci sono le sparatorie. In realtà avevo bisogno di stimoli, come sempre del resto. Mi rompe sapere che adesso sono libero di farlo. Che posso recuperare qualcosa che non ho condiviso con chi mi stava affianco. Un po come l'ultimo concerto di Baglioni che ho visto. Ci sono andato da solo ed è stato un po triste, anche se la bellezza di molte tra le canzoni che porto nel cuore hanno vinto la malinconia di quella situazione.
Forse stasera è una sera che ti sentivi sola e sei venuta qua ...

Non so bene come mi sento stasera.
Su di me c'è un telo steso di mestizia che copre un desiderio di speranza.
E gli occhi miei tradiscono il sogno e il miraggio del tempo che deve ancora venire.
Nella testa sento sbattere l'eco dei "non importa".
Sono leggero.
Tra le labbra ho parole da tacere e nelle mani note ancora da suonare.
Le braccia tese al primo abbraccio e al posto del cuore un impiccio.
Non so bene come mi sento stasera...
martedì, agosto 4
Sulla mia strada
C'è chi mi vuole come vuole
un po' più santo più criminale
e un po' più nuovo un po' più uguale
mi vuole come vuole
c'è chi mi vuole per cliente
chi non mi vuole mai per niente
e c'è chi vuole le mie scuse che ciò che sono l'ha offeso
C'è chi mi vuole più me stesso
e più profondo, più maledetto
e bravo padre e bravo a letto
c'è chi mi vuole perfetto
Di un pò, te come ti vogliono?
Di un pò, tu come ti vuoi? Tu come ti vuoi?
Sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua comunque vada
sempre sulla mia strada
Tra il dire e il fare c'è di mezzo "e il"...

Probabilmente mi faccio troppi problemi e dovrei imparare a lasciarmi andare un po di più. E altrettanto probabilmente me lo sarò detto centinaia di volte.
Riconosco che spesso sono troppo metodico e preciso. Quando faccio una cosa la faccio seguendo un criterio che il più delle volte è solo paranoia o maniacalità pura.
Dovrei importarmene di meno di quel che può pensare il prossimo ad esempio, e forse qualcosa la sto gia facendo, e imparare a prendere la vita così come viene.
Ultimamente tra le altre cose mi è capitato di sentire o di utilizzare spesso il termine Assertività. Cito testualmente da Wikipedia:
"L'assertività (dal latino "asserere" che significa "asserire"), o asserzione (o anche affermazione di sé), è una caratteristica del comportamento umano che consiste nella capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni.
Secondo gli psicologi statunitensi Alberti ed Emmons, si definisce come «un comportamento che permette a una persona di agire nel suo pieno interesse, di difendere il suo punto di vista senza ansia esagerata, di esprimere con sincerità e disinvoltura i propri sentimenti e di difendere i suoi diritti senza ignorare quelli altrui»."
Aggiungo ed estendo il concetto anche alla capacità di relazionarsi col prossimo in modo tale da limare attriti durante una conversazione. Ma forse questa è un'accezione di tipo lavorativo. Una sfumatura che io personalmente metto in pratica quando devo svolgere il mio lavoro di consulenza e vendita.
Beh, in ogni caso ultimamente ho riflettuto molto sulla presenza o meno di questa capacità tra le mie carte da giocare con le persone.
Mi è capitato in queste settimane di mettere insieme un trio di spettacolo con musica dal vivo e cabaret, dove io ovviamente mi occupo della parte musicale e gli altri due del cabaret.
La mia difficoltà in fase di preparazione e gestione è stata quella di mettere a disposizione il mio bagaglio di esperienze di anni e anni di serate, tra pianobar, animazione turistica, per bambini, adulti e chi più ne ha più ne metta, cercando di non risultare pesante o di prevaricare il pensiero di chi magari ha meno esperienza di me.
Ma non sempre ci sono riuscito, anzi. Il più delle volte mi sono sentito quasi in colpa per aver espresso la mia sciogliendo le catene a qualche discussione.
Domanda. Io che aspiro a un comportamento assertivo è giusto che debba soffrire della mancanza di disponibilità degli altri? Possibile che io mi sforzi sempre di capire, non riuscendoci evidentemente, mentre gli altri pensano solo al proprio tornaconto?
In ogni caso, è possibile che io incontri sempre i matti? Non dico uno che mi deve dare ragione, ma non è nemmeno possibile che i soggetti li becco tutti io.
Con le donne ormai ci ho rinunciato, mi dichiaro sconfitto. Stop. Ma pensare di non avere la benchè minima soddisfazione anche da altri tipi di rapporti è dura da accettare.
Piove
lunedì, agosto 3
E fuori è buio...
E' stata una domenica difficile, meno male che è finita. E' stata anche la giornata più dura a livello emotivo da quando sono tornato solo. Ho avuto picchi negativi clamorosi e fare una serata in queste condizioni è stata davvero dura.
Non avrei dovuto cedere così, non dopo la serata di sabato in compagnia di amici davvero speciali. Ma a nulla è valso vederli e stare con loro se poi ho avuto questo effetto di ritorno al rientro a casa.
Domani lavoro, stavo pensando proprio ora di fare una sorpresina alla segretaria per festeggiare il suo compleanno. Mi piace fare sorprese o regalare qualcosa anche di stupido, mi fa stare bene. Ma tanto qualcuno so già che ci starà ricamando sopra non sapendo che spesso le cose le faccio per il piacere di farle. Perchè se so che posso dare un sorriso mi dico il più classico dei "perchè no" e mi getto.
Ma in ogni caso credo che non riuscirò a fare nulla per domattina, peccato. A pensarci prima...
Poi mi aspetta un pomeriggio del cazzo. Speriamo bene...
Ascolto Chiara Civello...
domenica, agosto 2
Una preghiera
E' pazzesco come va lentamente quando stai aspettando qualcosa di più
per riscaldarti quando senti freddo, per calmarti e portare pace alla tua anima
E' divertente come va veloce, l’amore arriva proprio quando non l’aspetti più
la sua forza ha il controllo su tutto e tu ti arrendi, ti lasci andare
Oh, questa fragilità ci rende così forti
Oh, questo fuoco scioglierà tutto il ghiaccio
ed è tutto ciò che voglio, tutto ciò di cui ho bisogno
una preghiera di libertà, una preghiera d’amore
Doni preziosi, dati in silenzio, sembrano pezzi di un puzzle irrisolto
tutto da imparare, tutto da conoscere, così inspiegato ma così bello
E sì, questa fragilità ci rende così forti
E sì, questo fuoco scioglierà tutto il ghiaccio
ed è tutto ciò che voglio, tutto ciò di cui ho bisogno
Una preghiera di libertà, una preghiera d’amore
Così non importa quanto, io aspetterò.
il dolore non è nient’altro che una scala per la mia volontà
e viene un tempo in cui la verità sopravvive
ad ogni tipo di paura, ad ogni tipo di bugia
In una preghiera di libertà, una preghiera d’amore.
Una preghiera per la libertà, una preghiera per l’amore.
giovedì, luglio 30
Negli occhi ha dei pensieri chiusi in cerca di colori...

...e poi mi capita di prendere un gran bel po di aria nei polmoni per poi cantare. Mi capita di restare fermo e pensare o di voler intraprendere nuove strade. Di scrivere nuove cose e di sentire voci che non sapevo più che colore avessero. Avverto il pericolo di un sentiero a strapiombo, di provare vertigini sul mare. Mi sembra di non capire e di voler lo stesso sbagliare, ma poi mi pento e mi dondolo contento a casa mia. Di farmi un bagno in armonia con me stesso.
martedì, luglio 28
Malgrado poi

Ma che cos'è la verità
Se non quello che poi
noi potremo dividere
rinunciando semmai alla solitudine
che ringrazio perché mi ha portato fin quà
Sai che certe volte
cammino solo tra la gente
e sembra che non puoi far niente
malgrado poi l'amore
ci dirà le cose
che ora tu non sai più dire
non cercare di capire se non puoi
Seguo le derive che mi porteranno via
dopo il deserto vedremo il mare
Dalle azzurre onde
vedremo il sole che nasce a oriente
che sale su, poi scende giù
Ma questo tempo passerà
e si porterà via un che di indefinibile
una parte di noi come un'abitudine
che ci cambia così senza cambiarci mai
Malgrado poi l'amore
potrebbe far fiorire
il rosmarino e il mare
sul davanzale
Malgrado poi l'amore
potrebbe far capire
potrebbe continuare
malgrado poi
Vola via nel vento
la stessa trama di un racconto
che diventa un tango
che ci unisce e poi divide
ma rifletto e penso
che continuare non ha un senso
eppure ogni volta resto e resto qua
Sono stato cosi tanto tempo solo che
Non ti so dire cos'è l'amore
Sogni e poi frammenti
di situazioni e di momenti
andranno via malgrado noi
Ma che cos'è la verità
quanti sforzi per poi non saper più distinguere
tra la rosa e i lillà una spina infallibile
al mio cuore dirà quando tu mi amerai
Malgrado poi... l'amore
giovedì, luglio 23
Ancora qui
Ci serve pure di arrivare li, per ripartire nuovamente...
Stanotte ho fatto un sogno che non mi sarei mai aspettato di fare. Un sogno con al centro un discorso che spesso ripeto fra me e me quando viaggio o quando sono steso sul letto, quasi si trattasse della composizione di un capolavoro.
Ma non lo è o per lo meno non per me, visto che ha le dimensioni di un macigno scomodo da portare.
Il sogno inizia che sto camminando e d'improvviso svicolo dentro un ristorante. Scivolo tra porte e clienti inconsapevole della mia meta. Entro in una sala e mi siedo al primo tavolo che incontro senza farci a caso.
Una volta seduto mi sembra di stare al banco degli imputati e di fronte a me ci sono delle persone che conosco bene ma che per diversi motivi non vedo più. Da anni ormai. Vecchi amici. Uno di loro prende parola e mi spara quella che sembra suonarmi come una delle sue frasi diplomatiche, accomodanti e furbe. Passa un lungo secondo di silenzio e alla fine apro i rubinetti della mia verità, piena di tutto quello che ho sentito sulla mia pelle. Goccia dopo goccia e piango. Ho sognato che piangevo e questo gia mi sconvolge abbastanza.
Piango indignato di fronte a una verità che non meritavo, e cioè la scoperta che per queste persone non sono mai stato veramente un amico. Qualcosa di esterno da come poi ho saputo. Piango per l'indifferenza dimostratami quando avrei avuto bisogno di una qualsiasi parola per stare meglio. Per l'indifferenza per la mia persona scambiata con noncuranza per ... Piango per tutta la forza che ne sono riuscito a trarre. Piango per tutte le volte che ho pianto da solo in macchina e perchè nonostante tutto io sono vivo, anche se nella stanza dove mi hanno lasciato sono morto più di una volta. Piango... poi poggio il mio fazzoletto sul tavolo e vado via.
So che può risultare incomprensibile tutto ciò, lo capisco. Ma se ho deciso di scrivere questo è solo per potermi liberare di un po di quel peso che mi porto ancora dentro, nonostante ora io sia sereno. Ho riflettuto molto su come o se poter esprimere le mie ragioni e i miei stati d'animo, ma avrebbe significato puntare troppe volte il dito su più di una persona.
Sono sicuro che se domani li dovessi incontrare probabilmente vuoterei il sacco lo stesso, ma non ne ho più bisogno adesso. Non più.
Ora sono un uomo libero, un uomo oltre.
lunedì, luglio 20
Ancora qui per dire di si ai miei sentimenti...
Sabato e domenica, due serate di musica e cabaret. Un progetto nato di rimbalzo neanche qualche settimana fa ed ora gia pronto per essere limato aggiustato e migliorato.
La prima serata, quella di sabato è stata difficile, tutta in salita. Presso il lido di un hotel di Pineto in una location non propriamente adatta a fare spettacolini di questo tipo, con tantissimi Aquilani costretti dagli eventi che ben conosciamo a questa villeggiatura forzata.
Magari pensandoci si potrebbe arrivare alla conclusione che fare musica e cabaret per un pubblico così sia quanto meno fuori luogo. Eppure nonostante le mille difficoltà, gli errori e le castronerie che puntualmente si verificano in queste situazioni, hanno tutti apprezzato. Ricevere i ringraziamenti, su quanto si siano divertiti e su quanto vogliano ridere, anche per svagare un momento dalla loro difficile condizione, non ha prezzo credetemi.
La seconda serata, in un altro hotel, di Montesilvano questa volta, ci sembrava apparentemente più facile anche perchè il posto dove ci siamo esibiti è molto più congeniale. C'è un palchetto con tanto di quinte e luci colorate, una piscina illuminata che fa sempre la sua bella figura e gli immancabili tavolini a contornare il tutto.
E' andata sicuramente meglio della prima, l'audio era nettamente migliore grazie a un impianto degno di questo nome. Ci sono stati più applausi e risate a gratificare i nostri sforzi. Peccato per me personalmente, non aver eseguito gli ultimi due pezzi in maniera decente. Con la chitarra ho praticamente sbagliato tutti gli accordi di un pezzo, mamma mia.
Ovviamente, se mi chiedete adesso lo stesso pezzo lo so fare anche con le mani legate, bendato e su un piede solo!
Adesso però. (Grrrrrrr....)
In ogni caso mi ha fatto davvero bene, questo a conferma di quanto gli errori siano importantissimi. Nel mettermi in discussione ho avvertito la crescita, magari un po dolorosa, vorrei sempre eseguire i pezzi al meglio, ma anche gustosa.
Mi viene in mente il Rally. Correre su strade sterrate, tra curve a gomito, salite e buche. Il divertimento e il gioco sta tutto nella corsa, nei controsterzi, negli alberi sfiorati per un niente. L'unica cosa che conta è non arrivare per ultimi, tutti gli altri piazzamenti sono una magnifica vittoria
domenica, luglio 19
Vivere a orecchio
venerdì, luglio 17
C'è qualcosa che non va ma non so dirti cosa...
A volte avverto uno scollamento tra quello che sto pensando e quello che sto facendo. Magari sono a chiacchierare con un amico e mentre lo ascolto mi capita di pensare che qualcosa non va, che non sono lo stesso, quasi diverso, cambiato o peggiorato. Come se il Mirko che una volta poteva essere definito "un bravo ragazzo" avesse lasciato il posto a una versione più stupida e banale di se. Ecco, a volte ho la paura di una mia involuzione o di non essere più all'altezza di una situazione. Non capisco perchè mi capita.
Altre volte ad esempio, rimango in standby. Aspetto che gli altri mi stimolino e cerco di rispondere nella giusta misura, centellinando gli entusiasmi. Mi metto sullo sfondo, perchè magari il mio modo di fare può risultare eccessivo.
Più in generale posso dire di non sapere cosa voglio, cosa mi va di fare, chi voglio avere intorno a me e chi no.
Non saprei proprio indicare l'origine di tali pensieri, mah...
mercoledì, luglio 15
E adesso che torniamo ognuno al proprio posto, liberi finalmente e non saper che fare...
Basterebbe una frase del genere, senza il dilemma di capir da dove cominciare, fino a che punto spingersi o quali pensieri cavalcare per cercare di arginare il fiume di pensieri che in questi giorni mi tengono in ostaggio.
Ho sempre avuto un emergenza comunicativa che teneva il passo ad una certa incapacità di darle una forma concreta e mai come in questi giorni, passato recente, remoto e presente s'intrecciano come frecce tricolori rendendomi il compito ancor più difficile.
Ne viene fuori un quadro malinconico, dettagliato, con strappi precisi, fatto di volti e luoghi irraggiungibili.
Sono stanco di questo, sono un pittore incapace di dipingere altro, condannato a ripetere sempre lo stesso soggetto e a non capirne mai veramente il perchè.
martedì, luglio 14
venerdì, luglio 10
I lunedìììì...

Lunedì parte l'ultimo corso che ho organizzato per quest'anno, prima delle ferie estive. Anche se, devo ammetterlo, non vedo l'ora di riprendere a settembre. Forse sarò l'unico al mondo ma ho in mente milioni di cose da fare e da comprare per casa mia :)
Di sicuro passerò questa estate tra nuovi progetti e forse qualche nuovo incontro. Proprio poco fa ho finito di fare le prove con un paio di amici per uno spettacolo di musica live e cabaret di nostra creazione e che gia da domenica prossima (il 19 luglio) vedrà la luce. Sono stanco e contento, spero piaccia e che ci porti buone vibrazioni.
E comunque, senza accorgermene, è più di una settimana che dormo da solo a casa mia, ho capito che mi piace stare qui. Mi piace il posto, lo sento mio. Pensavo che avrei avuto più di un problema a staccarmi dalla mia vecchia camera ma a quanto pare ho rottamato certi sentimentalismi.
Queste sono mura bianche non solo nella vernice ma anche nei ricordi. Qui non c'è il peso della mia vecchia camera, non rischio di tiare fuori un pupazzo o un vecchio biglietto del cinema e scatenare chissà quali pensieri. E' per larga parte ancora tutto da scrivere e vivere, è un punto di partenza. E' un lunedì.
Qui mi viene da pensare e da scrivere. Mi viene da suonare cose nuove e mi piace rompere il silenzio di queste stanze suonando la chitarra o tracciando una voce nell'aria.
Non so se l'ho già detto ma questo è uno di quei casi in cui vale la pena disturbare il silenzio. Perchè bisogna sempre avere un buon motivo per mandar via il silenzio.
lunedì, giugno 29
Bolero
la scenografia
dei tuoi appartamenti
buia sacrestia della teatralità
la diplomazia lavabiancheria
dei miei chiarimenti
solita amnesia della tranquillità
la didascalia
dei tuoi atteggiamenti
sacra liturgia della formalità
l'autobiografia enciclopedia
dei miei mutamenti tormenti
meteorologia della scontrosità
e della codardia
e ci baciamo là
sopra il boccascena
dell'ultima cena di chi tradirà
e un'altra volta in più già
ci si uccide la passione
dentro un'auto nel burrone
la spingiamo giù ma
siamo sempre qua
storie in bianco e nero
dove abbiamo solo
un ruolo fisso da comparsa
nelle file di un bolero
e tutto il resto e farsa
noi venimmo qua
facce da straniero
dentro questa scena
oscena per non farne a meno
altro giro di bolero
ed un altro sorso di veleno
la radiografia
dei miei giuramenti
vaga profezia della meschinità
la coreografia scelta simmetria
dei tuoi turbamenti
nuda rapsodia della sinuosità
la tappezzeria
dei miei pentimenti
fiacca parodia della maturità
la cineseria micro chirurgia
dei tuoi sentimenti lamenti
pura maestria della fragilità
e della tirannia
e se il mio cuore sta
fermo alla frontiera
tu ti mostri fiera della vanità
perché‚ ci sono anch'io la
tra i tuoi ninnoli d'avorio
a suonare il repertorio
di un eterno addio ma
siamo sempre qua
chiusi in un mistero
che l'amor sia tutto
e tutto ciò che noi sappiamo
dell'amore che e un bolero
in cui ci muoviamo
noi saremo qua
tra il falso e il vero
il bene e il male
quando voleremo
digitando uno e zero
in una realtà virtuale
o contando il tempo di un bolero









