mercoledì, luglio 15

E adesso che torniamo ognuno al proprio posto, liberi finalmente e non saper che fare...

Basterebbe una frase del genere, senza il dilemma di capir da dove cominciare, fino a che punto spingersi o quali pensieri cavalcare per cercare di arginare il fiume di pensieri che in questi giorni mi tengono in ostaggio.
Ho sempre avuto un emergenza comunicativa che teneva il passo ad una certa incapacità di darle una forma concreta e mai come in questi giorni, passato recente, remoto e presente s'intrecciano come frecce tricolori rendendomi il compito ancor più difficile.
Ne viene fuori un quadro malinconico, dettagliato, con strappi precisi, fatto di volti e luoghi irraggiungibili.
Sono stanco di questo, sono un pittore incapace di dipingere altro, condannato a ripetere sempre lo stesso soggetto e a non capirne mai veramente il perchè.

martedì, luglio 14

venerdì, luglio 10

I lunedìììì...



Lunedì parte l'ultimo corso che ho organizzato per quest'anno, prima delle ferie estive. Anche se, devo ammetterlo, non vedo l'ora di riprendere a settembre. Forse sarò l'unico al mondo ma ho in mente milioni di cose da fare e da comprare per casa mia :)
Di sicuro passerò questa estate tra nuovi progetti e forse qualche nuovo incontro. Proprio poco fa ho finito di fare le prove con un paio di amici per uno spettacolo di musica live e cabaret di nostra creazione e che gia da domenica prossima (il 19 luglio) vedrà la luce. Sono stanco e contento, spero piaccia e che ci porti buone vibrazioni.
E comunque, senza accorgermene, è più di una settimana che dormo da solo a casa mia, ho capito che mi piace stare qui. Mi piace il posto, lo sento mio. Pensavo che avrei avuto più di un problema a staccarmi dalla mia vecchia camera ma a quanto pare ho rottamato certi sentimentalismi.
Queste sono mura bianche non solo nella vernice ma anche nei ricordi. Qui non c'è il peso della mia vecchia camera, non rischio di tiare fuori un pupazzo o un vecchio biglietto del cinema e scatenare chissà quali pensieri. E' per larga parte ancora tutto da scrivere e vivere, è un punto di partenza. E' un lunedì.
Qui mi viene da pensare e da scrivere. Mi viene da suonare cose nuove e mi piace rompere il silenzio di queste stanze suonando la chitarra o tracciando una voce nell'aria.
Non so se l'ho già detto ma questo è uno di quei casi in cui vale la pena disturbare il silenzio. Perchè bisogna sempre avere un buon motivo per mandar via il silenzio.

lunedì, giugno 29

Bolero

la scenografia
dei tuoi appartamenti
buia sacrestia della teatralità
la diplomazia lavabiancheria
dei miei chiarimenti
solita amnesia della tranquillità
la didascalia
dei tuoi atteggiamenti
sacra liturgia della formalità
l'autobiografia enciclopedia
dei miei mutamenti tormenti
meteorologia della scontrosità
e della codardia

e ci baciamo là
sopra il boccascena
dell'ultima cena di chi tradirà
e un'altra volta in più già
ci si uccide la passione
dentro un'auto nel burrone
la spingiamo giù ma

siamo sempre qua
storie in bianco e nero
dove abbiamo solo
un ruolo fisso da comparsa
nelle file di un bolero
e tutto il resto e farsa
noi venimmo qua
facce da straniero
dentro questa scena
oscena per non farne a meno
altro giro di bolero
ed un altro sorso di veleno

la radiografia
dei miei giuramenti
vaga profezia della meschinità
la coreografia scelta simmetria
dei tuoi turbamenti
nuda rapsodia della sinuosità
la tappezzeria
dei miei pentimenti
fiacca parodia della maturità
la cineseria micro chirurgia
dei tuoi sentimenti lamenti
pura maestria della fragilità
e della tirannia

e se il mio cuore sta
fermo alla frontiera
tu ti mostri fiera della vanità
perché‚ ci sono anch'io la
tra i tuoi ninnoli d'avorio
a suonare il repertorio
di un eterno addio ma

siamo sempre qua
chiusi in un mistero
che l'amor sia tutto
e tutto ciò che noi sappiamo
dell'amore che e un bolero
in cui ci muoviamo
noi saremo qua
tra il falso e il vero
il bene e il male
quando voleremo
digitando uno e zero
in una realtà virtuale
o contando il tempo di un bolero

venerdì, giugno 26

Keep on with the force don't stop, don't stop 'til you get enough...

domenica, giugno 21

And all i want is to rock your soul...


Poco fa stavo pensando che sono le cose o le persone che mi danno uno stimolo o un idea, quelle che voglio intorno a me. Credo di avere una parte di me sopita, avvolta da una coperta. Se ne sta li a sonnecchiare come a dire "Si adesso mi alzo, altri cinque minuti".
Poco fa stavo ascoltando un po di pezzi sullo store iTunes, leggevo biografie di chi ascoltavo su wikipedia e rimuginavo.
Sempre poco fa ho imbracciato l'acustica e ho suonato qualche idea musicale che ho scritto nel corso degli anni. Mi sono detto "Possono funzionare? Valgono qualcosa?"
Se valgono qualcosa o meno poco importa, le voglio finalmente registrare, ci voglio lavorare sopra e vedere cosa ne viene. Se mi diletto solo nella registrazione di pezzi altrui, senza quasi un perchè, non faccio altro che dare altri cinque minuti a quella parte di me.

venerdì, giugno 12

Fortuna

Sarà l'odore della primavera
e forse chi lo sa, tutto cambierà

Fortuna è da una vita che ti inseguo
ma non ti becco mai
il cuore è una valigia con lo spago
e forse anch'io dovrei
fermarmi come un albero, una torre
se c'è chi dice che
a volte stai alle spalle di chi corre
e non davanti ai suoi
binocoli di stress

Lascia che sia la mia città
a ridere di noi
fortuna dammi quel tesoro
l'amico che non ho
sul mio diario
L'alta marea di un'altra età
che non so più dov'è
fortuna non lasciarmi solo
ma portami con te

Fortuna sei debole e crudele
e forse anche io dovrei
fregarmene di più e trattarti male
se c'è chi dice che
è questo che una donna spesso vuole
e che non dice mai
a uno come me

Lascia che sia la gente al bar
a ridere di noi
fortuna dammi un po' d'amore
di vino e di poesia
di cose vere
La vecchia idea di libertà
che non so più cos'è
fortuna non lasciarmi solo
ma portami con te
con te

Sarà l'odore della primavera
e forse chi lo sa, tutto cambierà...

Salviamoci la pelle, tu tieni botta e dimmi di sì...

Magari non è fico come dire "Sapete, stamattina mi sono alzato con un riff di Keith Richards, wow". E invece mi sono alzato con il riff di Max Cottafavi su Salviamoci la pelle che fa comunque la sua porca figura per quel che mi riguarda.
Mi sveglio tonico e riposato, mi sento bene, tanto da andare a fare la mia solita colazione in uno stato di serenità. L'ipod le azzecca tutte incredibilmente e penso di essere in una realtà alternativa, magari sulla Terra L dell'ultimo libro di Morozzi, perchè no. Soltanto ieri mi sentivo come un mazzo di carte riposto in una credenza, in attesa di mani abili a tirar fuori tutto il meglio di me.
Non è che oggi sia successo chissà che, ma ho il sospetto di aver visto l'ombra di "cambiamento" svicolare proprio agli angoli dei miei occhi. Non so se vi capita mai di passare delle giornate diverse, da non si sa cosa, ma diverse. Forse è l'estate che entra. Si mi sa che è proprio così...
Negli ultimi anni ho sviluppato un rapporto difficile con l'estate, spesso non riesco a viverle bene, credo di averlo detto qualche altra volta, mentre stasera non so perchè, me la immagino tranquilla e serena. Ho delle cose da affrontare e capire, qualche piccolo dolore da portare dentro ma... boo...
Stasera sono in vena di ma!
So che l'immagine non è delle migliori, ma sono completamente nudo nel buio di camera mia, se escludiamo la luce che viene fuori dal mac e dalle luci della notte. Ebbene si, ho la serranda spalancata e me ne sto nudo davanti alla scrivania a scrivere oppure, come farò tra poco, sul letto a suonare una samba alla chitarra.
Quando posso fare una cosa del genere allora per me è estate.
Speriamo non sia un calesse!

giovedì, giugno 4

E vivrò, si vivrò ogni giorno per vederti andar via...



Come si fa a rimanere semplici dopo avere avuto tanto successo?
Ci si nasce. Il successo è solo una cassa amplificatore. Se eri imbecille prima di avere successo diventi imbecillissimo, se eri umano diventi umanissimo. Il successo è la lente d'ingrandimento per capire com'eri prima

mercoledì, giugno 3

Ah che bell'aria fresca, ch'addore 'e malvarosa...

E' la sensazione di una bella boccata d'aria a pieni polmoni. Ristorante, rigenerante, beh ci voleva. Ultimamente sono un po sotto stress e fuggo dalle situazioni, tendo a starmene da solo. Magari scelgo di non andare a una festa perchè potrei sentirmi disagio e rimango a casa come ho fatto oggi, anche se qualcuno può prenderla male.
Ho bisogno di esprimermi di più, scrivo poco e male rispetto ai pensieri che si svelano nelle lunghe trasferte in macchina, in giro per il centro Italia.
Adesso mi camomillizzo per bene e buonanotte ai suonatori... :)

lunedì, giugno 1

Se fossi stato, ma non sono mai stato così...

Che poi il discorso sui bambini è ben più complesso è sfaccettato.
Non sono riuscito a esprimermi al meglio l'altro giorno, anzi ho divagato alla grande anche se forse, la breve poesia dice tutto quello che volevo dire in realtà, mentre il multitasking che descrivevo e che sono solito mettere in atto quando voglio essere d'aiuto è una chiara manifestazione delle mie tendenze paranoiche :)
Parlavo con un amico del rapporto tra genitore e figli qualche sera fa. Lui mi appoggia nella tesi che ci vede essere il risultato dell'influenza dell'ambiente in cui cresciamo e delle persone che sono intorno a noi. Il concetto è alquanto stupido lo so, ma spesso sono queste cose apparentemente banali a essere lasciate per strada.
Siamo quello che i nostri genitori vogliamo che siamo, nel bene e nel male, che se ne rendano conto o meno. Inconsapevolmente sia per loro che per noi. Superiamo i venti, arriviamo perchè no ai trenta, e molte delle aspettative che gravano su di noi guidano ancora i nostri pensieri e le nostre azioni.
E' importante focalizzare questa situazione, se e quando si presenta, per cominciare a usufruire davvero del famigerato libero arbitrio. Costruire quello che vogliamo essere senza rimorsi. Senza la zavorra emotiva di disapprovazioni eventuali. I maledettissimi sensi di colpa. Nel counseling ho appreso l'importanza del GAB, acronimo di Genitore, Adulto, Bambino. E' stato interessante capire anche con dei semplici disegni come è possibile descriverci attraverso l'analisi di determinati nostri atteggiamenti. Vi invito alla scoperta di questi aspetti del vostro essere, può essere un bel gioco in fondo.

PS
Ho la sensazione che manco stasera sono riuscito a scrivere quello che volevo....

giovedì, maggio 28

Avrai sorrisi sul tuo viso, come ad agosto grilli e stelle...


Qualche tempo fa ascoltavo Fabio Volo in radio che recitava una poesia sui bambini.

I bambini imparano ciò che vivono.
Se un bambino vive nella critica, impara a condannare.
Se vive nell'ostilità, impara ad aggredire.
Se vive nell'ironia, impara ad essere timido.
Se vive nella vergogna, impara a sentirsi colpevole.
Se vive nella tolleranza, impara ad essere paziente.
Se vive nell'incoraggiamento impara ad avere fiducia.
Se un bambino vive nella lealtà, impara la giustizia.
Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede.
La quasi totalità delle volte che ascolto qualcosa, vedo un film, leggo una rivista o un libro, cerco sempre di immedesimarmi, di mettermi al centro e di pensare che quel che vedo e sento è stato fatto per me. Qualcuno può vederci dell'egocentrismo, io in realtà ci vedo curiosità e voglia di sperimentarsi e migliorarsi sempre.
E' un pratica ormai automatica la mia, quasi istintiva e avendo il terribile difetto di pensare troppo fino a mandare su di giri la testa, come se non bastasse, alla fine metto tutto in relazione con chi mi sta intorno. Sia per un confronto che possa aiutarmi a capire meglio chi è vicino a me, sia per dare una mano a chi magari vedo in difficoltà su qualcosa. Ad esempio se mi capita di sapere che un amico/a ha un particolare pensiero che gli gira in testa da giorni, lo metto in relazione, appena possibile, con qualcosa che può aiutarmi a trovare una soluzione da dargli. Una forma malata di altruismo forse.
Ascoltando questa semplice poesia, ho pensato inevitabilmente in che ambiente sono cresciuto io. Se sono stato educato alla disponibilità, alla lealtà, alla tolleranza.
Poi ho pensato alle persone care che ho vicino a me, alla mia ragazza, ai miei pochi amici, cercando di individuare gli indizi dell' ambiente in cui sono cresciuti e capirli un po di piu.
Lo so, sono il re del pensiero paranoico e inutile...

martedì, maggio 12

Trattieni il respiro...

"Perchè le parole devon venire fuori da sole. Perchè c'è un momento che devo dire tutto quel che ho dentro e che sento. Perciò prima che smetta di parlare, lo sai, l'orgoglio a volte può tradire, vieni qui e stammi ad ascoltare..."

mercoledì, maggio 6

Domani è già qui...


Ma domani domani, domani lo so, lo so, che si passa il confine
E di nuovo la vita sembra fatta per te e comincia domani

martedì, maggio 5

Son figlio unico, la mia casa è vuota senza te...


Non so perchè, ma negli ultimi giorni sono passato per ben tre volte davanti la mia prima casa a Montesilvano, quella dove ho vissuto per i primi cinque anni della mia vita. E' una piccola villetta di color rosso terracotta, molto semplice con un piccolo giardino davanti. Eravamo in affitto al primo piano, coi proprietari al piano terra e ci vivevamo in quattro: io, mia mamma, mio padre e mio nonno materno.
Papà era ancora un giovanotto sfuggito alla campagna con tanta determinazione e spirito di sacrificio. Mio nonno aveva l'aria di un nobile caduto in disgrazia, e mia mamma invece ma la ricordo da giovane come una Candy Candy. Ricci biondi, un vestitino a fiorellini uscito dai film del dopoguerra e un paio di stivali da ragazza cattiva.
Potrà sembrare esagerato ma all'inizio in casa avevamo un tavolo e una sedia e poco più oltre alla pensione di mio nonno. Infatti Papà per guadagnare cominciò a fare il venditore porta a porta per una ditta che lo spediva per intere settimane ora in Umbria, ora nelle Marche, vendendo corsi di formazione come tecnico installatore di pannelli solari.
Tutte le volte che ripenso a come un giovanotto, vagamente somigliante a Celentano e con una sola terza media, abbia potuto fare la fortuna che ha fatto, rimango quasi male per il confronto. E' schiacciante!
Da un certo punto di vista la storia della mia famiglia ha dell'incredibile che magari un giorno potrei romanzare un po. Magari ne viene fuori qualcosa di interessante :)
Per non parlare delle vecchie generazioni. Se mia Mamma non mi ha preso in giro, forse dovrei raccontare di come mio nonno in realtà era davvero un nobile caduto in disgrazia. Una storia che sembra uscita fuori da una telenovelas, fatta di ricche produzioni di caffè in paesi lontani e assolati dell'america del sud.
O di come mio Padre, una sera di poco tempo fa, tornò a casa quasi in lacrime dopo aver visto al cinema Australia, raccontando di come suo Padre visse davvero per qualche tempo nella terra dei canguri, scrivendo le sue giornate su di un diario rilegato in pelle. Prima della seconda guerra mondiale, prima di conoscere Isolina, mia nonna, prima di stabilirsi dalle parti di Castiglione e metter su famiglia. E di come forse un qualche fratello o sorella lontana sia li nell'inconsapevole attesa di ricongiursi con lui.
Forse, chissà...
Sta di fatto che affrontando con la chitarra, lo studio delle ritmiche Latin, Samba e Bossa Nova, mi è tornata alla mente una canzone che ascoltavo sempre quando ero piccolo e che mi faceva piangere tutte le volte. E' proprio grazie al ritornello di questa canzone che chiesi insistentemente a Mamma e Papà di darmi un fratellino o una sorellina.
Non volevo sentirmi solo già all'età di sei anni :)

lunedì, aprile 27

E raccontano che lui si trasformò...


2. Tempo e perdono

Tim è alla ricerca della Principessa, rapita da un mostro orribile e malvagio.
Questo è successo perchè Tim ha commesso un errore.
Più di uno, anzi. Ha commesso molti errori durante il tempo che hanno trascorso insieme, tanti anni fa. I ricordi sono offuscati, sostituiti da altri ricordi, ma un'immagine gli è rimasta impressa nella memoria: la Principessa che gli girava bruscamente le spalle, la sua treccia che lo sferzava con disprezzo.
Lei ci aveva provato, ad essere indulgente, ma chi può dimenticare una bugia colpevole, una pugnalata alla schiena?
Certi errori cambiano irreversibilmente una relazione, anche se chi ha sbagliato ha imparato dal suo errore e non lo rifarebbe mai. Lo sguardo della Principessa si incupì. E lei divenne più distante.
Il nostro mondo, basato su rapporti di causa ed effetto, ci ha insegnato ad essere avari di perdono, perchè perdonare ci espone al rischio di soffrire. Ma se abbiamo imparato dai nostri errori, se ci hanno fatto diventare migliori, non dovremmo essere premiati per questo, piuttosto che puniti?
Ma se il mondo funzionasse in maniera diversa, potremmo dirle: "Non intendevo dire quello che ho detto" e lei risponderebbe: "Non importa, capisco" e non se ne andrebbe via. E la vita proseguirebbe come se davvero quella cosa non fosse mai stata detta. L'esperienza ci renderebbe comunque più saggi, ma non dovremmo più soffrire per i nostri errori.
Tim e la Principessa passeggiano nel giardino del castello.
Ridono insieme, inventando nomi per uccelli colorati. Gli errori dell'uno sono nascosti all'altro, al sicuro tra le pieghe del tempo.


3. Tempo e mistero

Tanti anni fa, Tim aveva lasciato la Principessa. L'aveva baciata sul collo, aveva preso la borsa da viaggio e se n'era andato. In parte, rimpiange di averlo fatto. Ora si è rimesso in viaggio per trovarla, per dimostrarle quanto sia stato triste andar via, ma anche per dirle quanto sia stato bello.
Per molto tempo, aveva pensato che la loro fosse una relazione perfetta. Lui ferocemente protettivo, correggeva i suoi errori prima che influissero su di lei. Lei, a sua volta, tenendo a freno i suoi errori lo compiaceva in tutto.
Ma crogiolarsi nel conforto dell'amicizia può avere gravi ripercussioni. Per renderti perfettamente felice, lei deve capirti perfettamente. E non puoi sottrarti alle sue aspettative, o alla sua influenza. La sua benevolenza ti ha circoscritto e la tua vita non riuscirà mai dalla mappa che che lei ha tracciato.
Tim non voleva essere manipolabile. Voleva una speranza di trascendenza. Aveva bisogno, a volte, di essere immune al tocco amorevole della Principessa.
In lontananza, Tim vide un castello dove gli stendardi guarriscono anche quando il vento si è spento, e il pane in cucina è sempre caldo. Un posto un pò magico.


4. Tempo e luogo

A pranzo dei genitori, un giorno di festa, a Tim sembrò di essere tornato indietro nel tempo a quando viveva sotto il loro letto, oppresso dall'ostinazione con la quale i suoi si aggrappavano a valori per lui privi di senso. Sporcare la tovaglia di sugo bastava a scatenare un battibecco, a quei tempi.
Cercando sollievo nella fresca brezza, Tim si avviò verso l'università che aveva frequentato dopo aver lasciato la casa dei suoi. Via via che si allontanava da quell'ambiente soffocante, sentiva gli imbarazzi dell'infanzia dissolversi nel passato. Ma riviveva ora tutte le insicurezze dei giorni dell'università, tutto il panico del barcamenarsi nelle relazioni sociali.
Tim accolse con sollievo la fine della visita: nel presente, seduto nella sua casa e immerso nelle contraddizioni, si scoprì molto migliorato rispetto al passato.
Giorno dopo giorno, migliorandosi, si avvicina sempre di più alla Principessa. Se lei esiste-e deve esistere!-trasformerà lui, e tutti gli altri.
Durante il viaggio sentì che ogni luogo evocava un'emozione, e ogni emozione un ricordo: un tempo e un luogo. Non poteva allora accadergli di incontrare la Principessa quella sera stessa, semplicemente vagando e ascoltando le proprie sensazioni? Una pista di sentimenti, di timore e ispirazione, avrebbe potuto condurlo a quel castello: in futuro, stretto nel suo abbraccio, il suo eccitante profumo crea un momento così intenso da riportarlo al passato.
Il mattino dopo, Tim uscì subito di casa, diretto verso qualunque cosa il giorno gli riservasse. Sentiva qualcosa di simile all'ottimismo.


5. Tempo e decisione

Lei non aveva mai del tutto compreso i suoi impulsi, quell'intensità che, col tempo, aveva cesellato rughe sul suo viso. Non gli era mai abbastanza vicina, ma lui la stringeva come se lo fosse, bisbigliandole all'orecchio parole che solo un'anima gemella dovrebbe ascoltare.
Terminata la cena, entrambi compresero che il momento era arrivato. Lui avrebbe detto: "Devo trovare la Principessa", ma non ce ne fu bisogno. Con un ultimo bacio, si mise in spalla la sacca da viaggio e se ne andò.
Per tutte le notti che seguirono, lei continuò ad amarlo come se fosse rimasto li a confortarla e proteggerla, e al diavolo la Principessa.


6. Esitazione

Forse, in un mondo perfetto, l'anello sarebbe un simbolo di felicità. E' un segno di eterna devozione: anche se non troverà mai la Principessa, lui continuerà a cercarla.
Continuerà a indossare l'anello.
Ma l'anello afferma la propria presenza. La luce che emana è come un avvertimento. Tiene lontane le persone. Sospetto, diffidenza. Le interazioni cessano prima ancora che Tim apra bocca.
Col tempo, impara a trattare gli altri con prudenza. Imita il loro incedere esitante, aprendosi con delicatezza un sentiero attraverso le difese. Ma è stancante, e funziona solo in parte. Non gli procura ciò che gli serve.
Tim comincia a nascondere l'anello in tasca. Ma non lo sopporta: se restasse nascosta troppo tempo, quella parte di lui potrebbe soffocare.

sabato, aprile 18

Dimmi quand'è...

Dimmi quand'è l'ultima volta che ti sei fermato un po',
dimmi quand'è l'ultima volta che ci hai riso un po' su
e quella volta che tuo padre era lì
o quando hai detto di no,
dimmi quand'è che hai vissuto le piccole cose
che fanno grande la tua vita

Dimmi quand'è l'ultima volta che sei stato un po' da solo serenamente
e per un amico hai dato tutto di te,
l'ultima volta che hai ascoltato tuo figlio
spegnando quella tv.

Dimmi quand'è che ti sei divertito davvero,
prova a dirmi quand'è che hai gettato ogni dubbio nel vento,
dimmi quando tu hai fatto più felice il bambino che hai dentro
e hai vissuto le piccole cose col gusto pieno della vita.

Dimmi quand'è che ti sei divertito davvero,
prova a dirmi quand'è che hai lasciato i rimpianti nel vento,
dimmi quando tu hai fatto più felice il bambino che hai dentro
e hai vissuto le piccole cose lungo gli incontri della vita.

lunedì, aprile 13

Non so come...

Non so come tu canti, mio signore!
Sempre ti ascolto
in silenzioso stupore.
La luce della tua musica
illumina il mondo.
Il soffio della tua musica
corre da cielo a cielo.
L'onda sacra della tua musica
irrompe tra gli ostacoli pietrosi
e scorre impetuosa in avanti.

Il cuore anela di unirsi al tuo canto,
ma invano cerco una voce.
Vorrei parlare, ma le mie parole
non si fondono in canti
e impotente grido.
Hai fatto prigioniero il mio cuore
nelle infinite reti
della tua musica.

venerdì, aprile 10

A che ora è la fine del mondo, che rete è?

lunedì, aprile 6

Terremoto...

Credo d'averti visto in sogno...

Credo d'averti visto in sogno
prima di conoscerti,
tali sono le precognizioni
d'Aprile
prima della pienezza
primaverile.

La visione avuta da te
non è venuta
quando tutto era impregnato
dal profumo del sal fiorito,
quando lo scintillare
del fiume al tramonto
aggiungeva una frangia
al biondeggiare della sabbia,
quando i frastuoni
dei giorni estivi
vagamente s'intrecciavano?

Sì, ironica e sfuggente
è stata la visione
che ho avuto del tuo viso,
in ore evase
da ogni realtà!

venerdì, aprile 3

E mentre l'alba arriva mi sento su, anche se il cuore duole. Dovrei fare un brindisi agli amici assenti, invece che farlo per questi commedianti...

Quando lessi Watchmen la prima volta probabilmente non capii nemmeno tanto bene di cosa parlasse perchè tanti, troppi erano i messaggi e le sottotrame delineate che era difficile da digerire e assimilarle tutte assieme. Specialmente per un ragazzo come me, non particolarmente avvezzo alla lettura. Però mi piacque talmente tanto che non finii mai di leggerlo. Eh si, su dodici capitoli mi fermavo puntualmente al decimo. Volevo che per me fosse eterno, immortale. Leggerlo tutto, avrebbe significato consumarlo, finirlo per l'appunto. Beh, io non volevo finisse, tutto qua. Con gli anni poi però lo dimenticai sul mio pianoforte tra altre letture e certi dischi, ma ciclicamente mi ritornava alla mente un particolare.
Nei più livelli di lettura, tra le varie vicende raccontate, ce n'era una con protagonista un ragazzino seduto ai piedi di un edicola, tutto intento a leggere un fumetto chiamato "I racconti del vascello nero" dove vi erano narrati i disperati tentativi di un naufrago di ritornare alla propria casa per avvertire i suoi cari dell'imminente arrivo del Vascello Nero, una nave fantasma pirata la cui ciurma è composta da morti sanguinari.
Era la prima volta che leggevo qualcosa di metanarrativo, visto che queste storie andavano a incastrarsi con quella principale. Fu leggendo quelle pagine che diedi un significato al famoso "Montaggio Analogico" di Fantozziana memoria eh eh. Un fumetto dentro una grafic novel! Un'assoluta novità per me.
La possibilità di raccontare per analogie, entrò talmente a fondo nel mio immaginario che più di una volta ho volutamente dato una sorta di significato alla cose che mi accadevano nella vita, mettendo in gioco e coltivando un personale fatalismo. Una predestinazione nelle cose, sublimata infine dall'avvenuta conoscenza della "Leggenda personale" tanto cara a Cohelo.

mercoledì, marzo 25

Nothingman


Once divided...nothing left to subtract...
Some words when spoken...can't be taken back..
Walks on his own...with thoughts he can't help thinking...
Future's above...but in the past he's slow and sinking...
Caught a bolt of lightnin...cursed the day he let it go...

Nothingman...
Isn't it something?
Nothingman...

She once believed...in every story he had to tell...
One day she stiffened...took the other side...
Empty stares...from each corner of a shared prison cell...
One just escapes...one's left inside the well...
And he who forgets...will be destined to remember...oh...oh...oh...

Nothingman...
Isn't it something?
Nothingman...

Oh, she don't want him...
Oh, she won't feed him...after he's flown away...
Oh, into the sun...ah, into the sun...
Burn...burn...

Nothingman...
Isn't it something?
Nothingman...
Nothingman...
Coulda' been something...
Nothingman...
Oh...ohh...ohh...

lunedì, marzo 23

No dottore no, per favore. Non è un interruttore non ci scherzi su...


-Dottò non mi sento bene che sarà?
--Secondo te che è?
-Boh! Mmm, forse è solo un po di febbre...
--Allò e la febbre!
-(Che ci so venuto a fa dico io...) E le analisi? Come so sti valori, c'è da preoccuparsi?
--Preoccuparsi diciamo di no, è che è un po tutto sottosopra. Tipo che ne so, prendiamo quelle relative ai sentimenti. Troppi sbalzi, sembra una roulette...
-Forse mangio un po troppo pesante?
--La spiritualità poi non ne parliamo, è proprio ai minimi storici. Io insisterei sui Padre nostro che alla fine funzionano sempre.
-E il cervello? Che mi dice del cervello?
--Beh, quà forse urge un intervento mirato, che alla fine sono sempre le solite cose. Spegni la tv e leggi di più. Anche le cazzate. Scrivi, anche una pagina al giorno va bene. Anche le cazzate, però scrivi.
-Dottò di cazzate che mi occupano il tempo sto pieno...
--Per non parlare poi dell'anima, roba da ricovero!!!
-Si vabbè...
--No vabbè il cazzo, vedi che devi fa perchè qua si rischia lo sfascio.
-Dottò le posso dì una cosa strana che ho visto oggi e che non centra niente? Stavo a mediaworld, girovagavo tra i cd nuovi e i dvd musicali. Volevo prendere l'ultimo di Renato Zero, sa com'è, Renato è sempre Renato. Però poi mi so ricordato che oggi cercavo notizie in rete di un concerto degli U2 che però non ho capito bene bene se esiste.
Cioè, in realtà la storia inizia quando facevo l'istituto d'arte ed ero compagno di banco a un certo Silvio. Se io sto male, Silvio sta peggio dottò.
Com'è, come non è, un giorno mi dice se gli presto la musicassetta (e sottolineo la musicassetta) appena comprata di Carboni, DiarioCarboni. Era un specie di diario di scuola da un lato e dall'altro c'era la cassetta, roba da rabbrividire al solo pensiero. Gliela presto e lui in cambio mi da un cd degli U2.
Dottò io compravo le cassette di Carboni, poi capì che ne sapevo io degli U2?! E lui mi fa: 
--L'ho fregata a mio fratello, dice che un bootleg, un cd di un concerto che in realtà non esiste.
-Come non esiste?
--Nel senso che non l'hanno mai pubblicato cazzone!
-E se non l'hanno pubblicato tuo fratello com'è che ce l'ha?
--Ma che ne so, lo vuoi o no?
-Vabbè dammelo, ma non mi scrivere sul diario di Carboni che m'incazzo!
Durante gli anni di scuola ho provato più di una volta a farmi ridare la cassetta ma Silvio diceva sempre che non la trovava e che mi poteva dare il diario se intanto gli ridavo il cd degli U2.
Dottò secondo lei che ho fatto? Ovviamente mi sono tenuto il cd rassegnandomi a non riavere più sto cavolo di DiarioCarboni.
Ma mi sta ascoltando???? Il bello viene adesso.
--Si ma la cosa strana?
-Insomma molto più in la, in altre situazioni e circostanze conosco un tizio che è patito degli U2. Un bravo ragazzo, un po taciturno però ti faceva fare un sacco di risate. Quando gli prendeva bene faceva le imitazioni più disparate. Gli venivano bene le voci baritonali alla Gassman, l'accento romanesco e poi sapeva fare un perfetto Bertinotti. Dottò era ugualeee! Diceva cose a cazzo che capiva solo lui!!!
Sto tizio però aveva l'ambigua abitudine di assentarsi quando alla fine di una cena fra amici, ci si alzava e si raccoglievano i soldi.
Se ne andava sistematiamente e noi a sbatterci perchè ci rimaneva una quota che puntualmente coprivamo rimettendo uno o due euro a testa.
Che poi sta cosa è successa solo un paio di volte a dire il vero, ma dottò lei lo sa meglio di me, quando si sta in compagnia e si nota una cosa del genere, subito diventa motivo di pettegolezzo. E non mi faccia pensare di chissà quali pettegolezzi sono stato oggetto io...
--Si ma, Modesti che facciamo? Stringiamo?!? Io c'ho i pazienti seri eh! Sta cosa strana me la vuole dire si o no? Eccheppalleeee...
-No aspè. Io commetto l'errore un giorno di prestargli sto famoso cd del concerto inesistente degli U2. "Sai è un bootleg" facendo un po lo sborone. Meno male che me lo so passato con iTunes sul mac prima di darglielo, perchè lo sto ancora piangendo. Capisce? Non me lo ha più ridato!
Sto meditando di piazzarmi un giorno sotto casa sua e con una scusa, mentre vedo che rientra o esce, far finta di passare per di la e bloccarlo con un "Ciaocomevamaquantotempoeccecc" e poi con la faccia più stronza che si possa immaginare chiedergli: Gia che ci siamo, mica potresti scendermi un secondo quel bootleg degli U2? Sto partecipando a un reality game e la prova settimanale consiste nel farsi riconsegnare un bootleg degli U2 a caso, per vincere un milione di euro!
-- Modesti? La cosa strana qual'è?
-Dottò niente, mentre giravo per mediaworld con un dvd live degli U2 risalente al periodo di sto famoso bootleg, una signora guarda cos'ho in mano e poi mi guarda in faccia. Sembrava un po schifata.
--...
-Ma la gente i cazzi suoi non se li fa mai? Che voleva che stringessi, Albano Live in Cellino San Marco??

Tra sparare oppure sparire...

Non saprei da dove cominciare, ho troppe domande, troppi dubbi. Mi sento sganciato da questa terra, fuori da me stesso tanto da non riconoscermi. Sento la mancanza di qualità che prima forse pensavo di avere. Mi sento meno umile e più presuntuoso, egoista e stupido. Manco di lungimiranza e fatico a spiegarmi le cose. Ho bisogno di ritrovare una strada, ma non saprei da dove cominciare e per adesso resto qui.

mercoledì, marzo 18

Tanto(3)


Che stai facendo? Lavoro
Che cosa cerchi? L'oro
Hai uno scopo? Credo
Dove ti trovi? In Italia
E come vivi? Suono
Di dove sei? Toscano
Qual è il tuo aspetto? Meno sereno di un tempo, ma non per questo stanco
A cosa pensi? Al deserto
Qual è il tuo impegno? Immenso
Ed il tuo tempo? Denso
Che risultati hai? Alti e bassi
Che risultati hai? Alti e bassi

Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è e che mi piace
Tanto tanto tanto tanto tanto...


Come va il mondo? Male
Come va il mondo? Bene

Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è e che mi piace
Tanto tanto tanto tanto tanto...


Che cosa fai? Vivo
Quando sei in forma? Scrivo
Innamorato? Credo
E lei ti ama? A suo modo
Come va il mondo? Male
Come va il mondo? Bene
Che dice il cielo? Tuona
E la chitarra? ...suona!!!
Sei felice? A volte
Hai distrazioni? Molte
E la salute? Buona
E la chitarra? ...suona!!!
Cosa ti piace? Viaggiare
Tra il dire e il fare? Il mare

Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è e che mi piace
Tanto tanto tanto tanto tanto...


Sei felice? Quanto quanto quanto tanto tanto tanto tanto...
Qual'è il tuo impegno? Quanto quanto quanto tanto tanto tanto tanto...
Innamorato? Quanto quanto quanto tanto tanto tanto tanto...
Come và il mondo? Quanto quanto quanto tanto tanto tanto tanto...

martedì, marzo 3

I say i' sto ccà, me 'mbriaco e c'aggia fà...

A volte mi sembra ci sia una sorta di ineluttabilità nell'accettare la distrazione a cui sono sottoposto e la mia reazione spesso è dirompente, contraria e in alcuni casi sbagliata. La tv, col suo zapping, è l'esempio più lampante di perdita di tempo, forse fin troppo, ma anche leggere fumetti vuoti e sterili, prodotti in serie, o giocare a videogiochi fotocopia, non fanno altro che aumentare questa mia sensazione. La percepisco come tempo rubato. Probabilmente se potessi calcolare con precisione tutto il tempo libero impiegato in attività del genere, potrebbero venire fuori dei dati preoccupanti. Dopo le analisi del sangue, dovrebbero inventare le analisi del tempo libero e metterle in relazione con quelle dell'anima.
Sento l'esigenza di un'organizzazione migliore. Forse è uno stupido capriccio ma voglio della qualità che sento mancare nelle mie giornate. Vorrei potermi slegare da uno schema e seguire un istinto tutto mio. Scegliere cosa guardare, cosa ascoltare, o forse nel migliore dei casi, crearlo in prima persona. Forse ho solo bisogno di esprimermi i più, via le stronzate, un foglio e una penna, o una chitarra o una passeggiata. Niente orologi, ma il sole che passa e che scende. Più corpo, più spirito, più anima, intelletto e sentimento.

giovedì, febbraio 26

Perchè le cose non vanno mai come vuoi tu, anzi è più facile cambino ancora di più...

Senti una canzone e pensi che abbia detto tutto. Aspetti che finisce e ti accorgi che ti ha tolto le ultime sudate certezze, la musica è così. Non c'è mai la canzone giusta per quello che ti gira dentro. Forse non esiste e forse è il motivo che ci spinge a scriverne sempre di nuove. Un uccello sulla punta più estrema di un tetto, tra il caldo tepore che le ali conservano nel petto e la voglia di vento che solo in volo puoi sentire.

venerdì, febbraio 20

Sincerità, un elemento imprescindibile...


Andiamo velocemente a microrecensire le altre canzoni in gara in questo festival bonolisiano. A dopo il festival per tutta una serie di considerazioni sparse, compresa la vittoria di Marco Carta.

Marco Masini - L'Italia
Per marco non sono e non sarò mai obiettivo quanto basta. Nutro un affetto tale nei suoi confronti, che gli ho perdonato tante e tante cazzate nel passato. Devo però dire che questa nuova canzone mi lascia interdetto. Sembra il ritorno al Masini di una volta, quello arrabbiato, indignato, che grida con forza un disagio. Peccato che il tema è troppo vicino al qualunquismo da bar. Sicuramente avrà il suo riscontro, ma mi sarei aspettato da lui qualcosa di un po più poetico e perchè no, anche ironico.
Verso chiave: L'italia è un paese che c'ha rotto i coglioni. Come darti torto Marco? Il caffè lo vuoi macchiato? Oggi fa freddo e vero? Oh ma lo sai che è caduto il PD? Si stava meglio quando si stava peggio eh...

Nicky Nicolai & Stefano Di Battista - Più sole
Il testo è di Jovanoti, la musica di Di Battista e la voce è della moglie. Voce che adoro tra l'altro. Il pezzo è appunto solare e allegro, sereno mi verrebbe da dire, con quelle cadenze jazz che donano eleganza e classe. Il pezzo non è stato capito più di tanto, ma c'era da aspettarselo. In Italia la cultura musicale non esiste, infatti vincerà Marco Carta.
Verso chiave: Ho deciso di andare a cercare la gioia fin dentro al dolore più grande. L’amore è la mia unica energia, l’amore sarà legge nella vita mia, la voglia l’incoscienza la pazzia. Più sole, più sole... Nicky, sei uno speldore :)

Povia - Luca era gay
Povia è un furbetto e in questo è simile al suo patron Bonolis, che lo ha voluto in questo festival come ennesima carta procura ascolti. Perchè ricordiamoci questo festival doveva assolutamente riportare lo share oltre certe soglie, pena la concreta possibilità di non rivederlo l'anno prossimo. La canzone ha suscitato polemiche assurde solo per il titolo, tanto da spingere Povia a non pubblicarlo su Tv Sorrisi e Canzoni, giusto per aumentare l'hype (leggasi attesa). Una volta ascoltata la canzone, ci si accorge che è stato fatto tanto chiasso per "quasi" niente. Vi lascio un link dove potete trovare una analisi che il larga parte condivido.
Verso chiave: Questa è la mia storia solo la mia storia nessuna malattia nessuna guarigione. Esatto, solo un furbacchione. Sparirà presto.

Patty Pravo - E io verrò un giorno la
Note alla Édith Piaf, per una canzone difficile. Sia come concetti che come altezze vocali. Mi verrebbe da dire che è un passo falso nella carriera della nostra Nicoletta, forse anche perchè era difficile eguagliare o superare la bellissima "E dimmi che non vuoi morire".
Verso chiave: E io verrò un giorno la. Patty, ma se ci venissimo noi un giorno la da te???

Pupo, Paolo Belli, Youssou N'Dour - L'opportunità
Oggi volevo fare il serio, ma con questo mix acido di gente che canta per non si sa quale motivo insieme, non ce la faccio. Davvero, credetemi. Paolo Belli gode di tutta la mia stima, ma davvero non capisco cosa ci faccia li in mezzo. N'Dour non ne parliamo, sembra Biagio Antonacci dipinto di nero. E Pupo? No, Pupo non può cantare una canzone per chiedere soldi, perchè Pupo i soldi se li gioca e lo sa tutta l'Italia. Ma come cazzo pretende? E' da pazzi!!!
Verso chiave: Caro amico sconosciuto io mi sento combattuto. Caro Pupo, io mi sento combattuto se venire la e finirti con le mie mani oppure no.

Francesco Renga - L'uomo senza età
Svolta clamorosa di Renga. Romanza piacevole e lontana dai vari Safina e Bocelli che cominciano un po a puzzare, a mio avviso. Avrebbe potuto vincere se non l'avesse gia fatto nell'altro festival di Bonolis, peccato. Le Cartine sono più forti della musica.
Verso chiave: Dilegua o notte. Chiara citazione della Turandot di Giacomo Puccini. Sapete che Renga la canta in una tonalità ancor più alta della celebre partitura tenorile classica? No? Adesso lo sapete!

Tricarico - Il bosco delle fragole
Come direbbe il mio amico Massimo: "Dopo Carico, Bi-carico c'è Tri-carico". Anche lui è un furbetto che gioca con l'immagine che si è costruito con gli anni. Col particolare che forse è pazzo per davvero. Il pezzo? A conti fatti preferivo di gran lunga quello della vita tranquilla, che oggi mi sento di rivalutare pienamente. Questo è un tentativo di scalata radiofonica e basta.
Verso chiave: Sono cane, cane canissimmo. Meno male che lo sai!

Iva Zanicchi - Ti voglio senza amore
Facciamo i seri. La Zanicchi voleva cantare una canzone "alla Mina", una canzone sul sesso, con arie che ricordano vagamente quel periodo di Mina. Peccato che per Iva che lei non è Mina. E poi non ti pui presentare con quella panza e quel culo, vestita di nero, con un agghiacciante occhio, come a formare una terza enorme tetta, sul petto! No non puoi! Ha fatto bene Benigni a sbeffeggiarti.
Verso chiave: Ti voglio senza amore, ti voglio senza niente. Manco un po di sugo? Niente niente? Almeno un po di sale metticelo!

mercoledì, febbraio 18

Ora in scena va, l'uomo senza età...

Usando un verso a caso (ma proprio a caso eh) tra le tante canzoni presentate mi verrebbe di parafrasare così: E' un festival quel di Sanremo che c'ha rotto i coglioni. Ma è un festival quel di Sanremo che si tuffa nel mare, è una canzone che vogliamo tornare a cantare".
Mi tocca e vi toccano le mie micro recensioni sulle canzoni di questo 59° festival della canzone italiana. Il festival al di la della sua anzianità e bruttezza rimane una tradizione da difendere a spada tratta. Abbiamo rischiato di non vederlo per le varie diatribe su diritti e soldi in generale e se ciò fosse accaduto avrebbe lanciato un segnale gravissimo sulla situazione della cultura musicale in Italia. Soprattutto se messa in prospettiva dello lo stop di questa estate del Festilvabar. Viva il festival di Sanremo, ne sono da sempre un fermo sostenitore nonostante la musica mediocre che sforna in grandissima quantità anno dopo anno. In gran quantità ma non nella sua totalità. Prendendo tutto quello che di meraviglioso è passato su questo palco viene fuori a mio avviso lo splendido ritratto della nostra italianità (che fu?). Il fuoco di quell'arte che il mondo da sempre ci invidia.
Ma bando alle ciance, e passiamo in rassegna la prima metà dei Big in gara in un rigoroso ordine alfabetico che vede sotto il mio riflettore nientepopòdimenochè:

Afterhours - Il paese è reale
Coraggiosa partecipazione di questo più che famoso gruppo rock della scena underground italiana. Coraggiosa anche per il tipo di rock da loro proposto. Peccato per una esibizione non particolarmente eccelsa, infatti li hanno segati subito.
Verso chiave: Piangi fermo in autostrada, inseguivi una cazzata, era splendida e dorata, fresca e avvelenata. Quindi, una cazzata.

Al Bano Carrisi - L'amore è sempre l'amore
Al Bano, che cosa ti devo dire? Che cosa ti deve dire più l'Italia intera? Che cosa? Diccelo tu, per favore!
Verso chiave: C'è qualche cosa di romantico, appassionante ed incredibile e che mi travolgerà. Esatto Al Bano, esatto, che cosa sarà? Riesci a capire? Aspetta che mi avvicino di più così leggi meglio la targa!

Alexia feat Mario Lavezzi - Biancaneve
Sarà che a me questa macrocefala non è mai piaciuta. Sarà che ho sempre ritenuto la sua voce a dir poco volgare e senza nessun talento, se non una insulsa e scontata potenza vocale da rosticceria. Sarà che in pratica mi sta sul cazzo...
Verso chiave: Senza te, senza te, senza te, senza te, ma dove vado amore? Facciamo come Marzullo, ti sei fatta la domanda? Mo datti una risposta va.

Marco Carta - La forza mia
Pezzo scorrevole, piacevole, un po ramazzottiano, ma comunque tutto troppo usa e getta. Il sabbiato c'è, le Cartine pure che per chi lo stesse sospettando, si, sono le fan di Marco Carta si. Che dire, pure lui non è che mi sta proprio simpatico, il pezzo è simile a tanti altri su quel genere, solo una cosa non posso perdonargli. "Quel gancio in mezzo al cielo" di baglionana memoria che proprio non mi va giù. Sarà una giusta citazione, il nuovo che avanza, sarà che Maria De Filippi sta distruggendo insieme a Moccia questo paese. Sarà...
Verso chiave: Quando tutto sembrava ormai spento, nel mio mondo volevo te. Io no! Carta, ma farti i cazzi tuoi!?

Sal Da Vinci - Non riesco a farti innamorare
E che ti devo Sal, se non ci riesci statti a casa no?! Ma invece no, tu ce lo devi cantare per bene davanti a milioni di italiani!!! Noi che siamo buoni ti facciamo fare, anche perchè siamo curiosi di ascoltare questa nuova perla di scrittura del tuo padrino (aggettivo più che mai azzeccato) Giggggi D'Alessio.
Verso chiave: Non riesco a farti innamorare. Sal, hai provato a far gambizzare i famigliari? Magari cambia idea, sai tante volte...

Dolcenera - Il mio amore unico
Ma lo sai che un paio di colpi glieli darei? La canzone la ascoltavo questa mattina in macchina su radio Deejay, mi piace quel riff vocale. Una virata verso un pop diverso dalle precedenti produzioni che però davano più risalto alle sue doti di interprete e a una vocalità davvero spiccata.
Verso chiave: La mia bocca è qui giuda irresistibile, chiudi gli occhi e poi un respiro. Homer sbavando direbbe "Mmmm, Dolcenera..."

Gemelli DiVersi - Vivi per miracolo
Allora, io nomino i Gemelli DiVersi perchè sono quelli che in questi giorni mi sono arrivati di meno. Può andare come motivazione? No? Devo per forza di cose sparare sulla crocerossa?
Verso chiave: Per chi cresce a mazzate date da un alcolizzato, per il figlio che è scappato e per quello che l'ha ammazzato, per chi ha sentito sulla gola un coltello, per le vergini vendute come carne da macello. E per noi che sentiamo tutto sto schifo niente??

Fausto Leali - Una piccola parte di te
Occhei, abbiamo capito! Fare il padre è difficile, fare i figli pure. Non c'è comunicazione, non ci sono ospizi adeguati ecc ecc. Ma perchè non cantare qualcosa di un po più allegro? il brano è talmente sanremese che fa quasi tenerezza.
Verso chiave: Quando crescono i figli, non li tieni più in braccio. Grazie, tenere in braccio un bambacione di 43 anni la vedo dura.

lunedì, febbraio 9

Need someone's hand to lead me through the night...


Ci pensavo ieri sera mentre tornavo a casa, che poi per la solita pigrizia non ho scritto nulla in merito, ma ancora una volta mi trovo a vivere dei piccoli momenti di eternità. Chiamo così quegli attimi in cui sento di stare veramente bene, quando tutto intorno a me è armoniosamente sincronizzato col battito del mio cuore. Un singolo istante dove mi sento al centro del mondo.
Poco fa ero a lezione di chitarra e mentre suonavo il blues che state probabilmente ascoltando, ho avvertito uno di questi attimi di eternità. Oppure come ieri sera per l'appunto, dove, complice sicuramente la Weiss che stavo sorseggiando e col mio amicone Massimo di fianco, ascoltavo il racconto di un viaggio in Sicilia del Colonnello...

sabato, febbraio 7

What a Fool Believes...

E' da un po di tempo che non mi prendo del tempo per me. Una giornata, ma anche solo un paio d'ore fatte come si deve. Le ultime settimane sono state abbastanza frenetiche, piene di cose da fare ed emotività varie. Come sempre forse :)
Riflettevo su queste cose poco fa nella libreria de L'Arca, un centro commerciale un po atipico, dove vado per la palestra e dove tra le altre cose oggi c'è il Medical Day, una giornata promozionale per far conoscere un poliambulatorio nuovo di zecca.
Sono di ritorno proprio da una visita gratuita ad opera di un mio amico Osteopata/Chinesiologo. Inutile dire che mi sento davvero Wow in questo momento.
Vorrei leggere qualcosa, sono pieno di libri posti negli angoli più improbabili di camera mia, che aspettano di essere consumati. Non leggo da un casino di tempo e sento il bisogno di quella sensazione che mi lascia la lettura. Un po di cibo per la mente e lo spirito.
Non chiedetemi come ci sono arrivato o perchè, ma sto ascoltando Phil Collins, Peter Gabriel, Mr. Mister, Fine Young Cannibals, Spandau Ballet ed altra roba agghiacciante. Se non la smetto finisce che mi metto una giacca color fucsia con le spalline, mi faccio le meches stile George Michael in Faith e mi metto della carta appallottolata nelle mutande!

martedì, gennaio 13

When I find myself in times of trouble Mother Mary comes to me speaking words of wisdom...


Ad essere sinceri da vecchio mi immagino sorridente, magari un po ricurvo, zoppicante, ma sicuramente arzillo e con gli occhi accesi. Mi vedo circondato da gente e da amici e mi vedo sempre pronto a borbottare e a dire come vanno fatte le cose. Vedo mio nipote che mi ride dietro pensando che sono un vecchio un po troppo strano perfino per i ragazzi del tempo che vivrò. Vedo mia sorella. Vedo la mia donna, come un'isola in mezzo al mare. Una certezza granitica tanto quanto la sua pace e la tua rassicurante dolcezza. Premurosa e attenta, profonda conoscitrice dei miei stati d'animo. Mi vedo bene insomma, contrariamente alle false profezie di un povero pazzo.
Un pomeriggio di tanti anni fa, spostando delle cose da un mobile, caddero delle carte da ramino. Lui ne prese una e guardandomi fisso negli occhi mi disse: "Tu morirai da solo. Si, da solo e in una stanza bianca. Non ci sarà nessuno vicino a te, nessuno a tenerti la mano".
Chissà quanto, quelle stupide parole prive di un qualsiasi fondamento logico, hanno influito sulla mia malinconia e su quella sensazione di solitudine che per fin troppo tempo mi sono portato dietro.
Oggi va così.
Domani andrà meglio.
Anzi domani...
Domani voglio fare l'amore, voglio andare a casa mia. Li sento delle energie nuove, tutte da percorrere e brividi da ascoltare. Pagine di un nuovo libro tutto da scrivere.
In questa stanza ci sono oggetti con ombre troppo lunghe.

Lover, you should've come over


beh forse sono troppo giovane per non permettere 
all'amore giusto di diventare sbagliato...