La mia strada ancora corre e va, ma mai lontano quanto l'immaginazione...

domenica 31 luglio 2011


Quante volte avrò iniziato un post dicendo che non scrivo da un po'?
Boo, non credo abbia poi così importanza in fondo.
Sono in cucina che aspetto esca il caffè e ho voglia di condividere qualcosa di tutto quel marasma che mi porto dietro. E' una condizione persistente la mia, ma la considero una cosa assolutamente positiva :)
Le domande portano prima o poi sempre a delle risposte e io ne sono assetato da sempre.
Solo che non è assolutamente detto che arrivino presto, alcune volte ci mettono davvero un bel po', anni magari, ma arrivano, cazzo se arrivano.
Infatti proprio adesso che ci penso forse alcune delle domande più importanti che mi porto dietro, necessitano solo di uno standby fiducioso, un po' come sedersi sulla riva di un fiume.
Ma si…
Tra le varie cose che mi passano per la testa c'è sicuramente il fatto che ho il vizio di comprare le cose due alla volta, specie quando faccio la spesa.
Due scatole di pasta, due dentrifrici, due pacchi di merendine, due di deodorante ecc. Probabilmente è un bisogno di sicurezza, ma chi non ha bisogno in qualche misura?
Se dovessi definirmi non avrei grossi problemi a dire che in passato ero abbastanza insicuro, contrariamente a come mi vedo e sento oggi.
Le strade, i volti e le voci che ho incontrato in questi ultimi anni mi hanno davvero cambiato.
Certo magari compro le stesso due bottiglie di succhi di frutta per ogni gusto che mi va, ma credo di farlo come una voluta stravaganza :)
Ho 33 anni, gli anni della maturità, gli anni di Cristo, gli anni del cambiamento, di non si sa bene cosa, della svolta.
Sono un uomo, che ha definitivamente fatto i conti col Genitore che ognuno di noi si porta dentro. Con i no, le paure, le pressioni e le ansie che involotariamente ho assorbito nella crescita. Sono un uomo in mezzo ad altri uomini il che vuol dire che ho imparato a vedere delle Persone in mezzo alla Gente.
Un uomo che si tiene stretto il Bambino che ognuno di noi ha dentro di se, perchè è la sua chiave di accesso a quella stanza senza pareti e senza tempo che chiama musica.
La chiave d'accesso alle proprie emozioni e alla comunicazione di esse come unica interfaccia verso gli altri.
Un uomo che finalmente mediando tra Genitore e Bambino è molto più Adulto di quello che immaginava.

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