C'era un cavaliere bianco e nero...

martedì 14 giugno 2005

C’è uno di noi, cavalieri di ieri, nomadi di domani, che si aggira nella notte, una di quelle interminabili notti di attese, orecchiando gli scuri rumori del silenzio. C’è uno di noi, girovaghi svagati, vagabondi invaghiti, che insegue le tenebre per superarle, più veloce, sempre più rapido e illuminarsi del lieve respiro del giorno. C’è uno di noi, mendicanti di canti, bisognosi di sogni, che veglia su chi dorme, gli indifesi del sonno, battendo le strade del pericolo e ogni vicolo nascosto o racconto taciuto. C’è uno di noi, zingari del tempo eremiti dell’universo, che bracca l’incubo e sfida il mistero, allarmi negli occhi e labbra sicure, cercando un confine più netto tra bene e male. C’è uno di noi, guerrieri di pace, cacciatori di stelle, che lotta con nemici invisibili e invisi e stana le ombre, bucando i cieli di tutto il mondo, spiando le onde del mare. C’è uno di noi, viaggiatori di dentro, scalatori del vento, che cerca se stesso nelle storie degli altri, colpevoli e innocenti, per sapere chi è stato, un tratto, un segno, per conoscere chi sarà o chi sarebbe diventato. C’è uno di noi, che alcuni di noi, non eroi, incontrano in fondo allo specchio, in mezzo ai pensieri. C’è un altro di noi, lanciatori del cuore, suonatori d’aria, che un giorno ce la farà. Butterà giù la porta del buio, che è bianco, che è nero e, annusando il fuori, salterà oltre il recinto e andrà per non smarrirsi mai nelle vie dei colori.

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