Mare mare, non ti posso guardare così, perchè questo vento agita anche me!

martedì 22 novembre 2005

Pescara d'inverno è un concetto che la mente non considera. Siamo abituati a dirle sempre male, ma in fondo ci si sta più che bene. Ha tutto e poi d'inverno ha un altro fascino. Sarà che a me piace vedere le foglie per terra e gli alberi che fanno a botte col freddo, gente di lana che scappa da una porta all'altra, porte sempre calde e rosse di calore. Mi ha sempre dato l'impressione di un enorme formicaio. L'immagine di una società organizzata e legata ad ogni singolo componente fin nel profondo. Tutti fanno parte del tutto. Mi sembra quasi che non ci sia niente di male. Tornare a casa con le mamme che hanno cucinato chissà cosa e mentre ci spogliamo la pentola che bolle ancora. Fare il proprio lavoro dentro il proprio ufficio, mentre fuori dalla finestra il pianeta ti ricorda chi comanda e chi ti protegge. Una sorta di enorme mafioso dall'animo nobile.

Mare mare / qui non viene mai nessuno / a trascinarmi via/
Mare mare / qui non viene mai nessuno / a farci compagnia/

Passerà il freddo / e la spiaggia lentamente / si colorerà/
la radio e i giornali / e una musica banale si diffonderà/
nuove avventure / discoteche illuminate / piene di bugie/
ma verso sera uno strano concerto / e un ombrellone che rimane aperto/
mi tuffo perplesso / ai momenti vissuti di già/

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