E non è nemmeno sera e neanche una festa. Non è una canzone vera ma ti canto questa...

mercoledì 2 dicembre 2009

Sarà che forse il discorso sulla risonanza mi è piaciuto particolarmente che lunedì sera mi sono lasciato un po andare.
Ero all'ultimo incontro del training di Assertività e potere personale che da qualche lunedì sto frequentando. Un percorso prevalentemente pratico che ha l'obiettivo di sviluppare nei partecipanti l'abilità di avere un giusto equilibrio nei rapporti e di ridimensionare, o al contrario, prendersi il diritto del proprio spazio con le persone.
Poca teoria e molta pratica tra i partecipanti, che ovviamente non si conoscevano tra di loro e che, senza scendere nel profondo o nel personale, hanno messo le proprie emozioni, le proprie paure e perchè no, anche i propri difetti ed errori nelle mani degli altri e dei tutor che seguono il training.
Lunedì sera ad esempio abbiamo svolto una parte esperienziale davvero tosta.
A turno ognuno di noi doveva sedersi al centro della stanza e prendersi senza possibilità alcuna di replica, un feedback positivo e uno negativo di ognuno dei restanti con una formula semplice: Di te mi piace... di te non mi piace...
A dirla sembra facile, ma credetemi non è lo è stato affatto. La persona che stava la centro aveva la facoltà, sempre in silenzio e senza repliche, di segnarsi su un foglio gli aspetti positivi e negativi che venivano fuori e che i partecipanti, nel corso di questi incontri avevano consciamente o meno sviluppato dentro di se. Quando si dice che nei primi minuti di un incontro il nostro modo di parlare, gesticolare, la postura il tono di voce ecc comunica quello che siamo indipendentemente e spesso contrariamente a come noi pensiamo di essere e di mostrarci.
E in effetti è andata così. Mi ha colpito una ragazza (che da ora in poi chiamerò con il nome in codice di Sfilntz) che diceva sempre di essere egocentrica e di voler stare al centro dell'attenzione ma che nel corso degli incontri tutto sembrava tranne che come si descriveva. Anzi, l'ho trovata sicuramente positiva e allegra, solare come lei stessa poi si è descritta, ma non di certo egocentrica.
Dopo esserci a turno sottoposti a questa vera e propria fucilazione di sensazioni, siamo passati ad un altro esercizio. Dovevamo scegliere una persona e scrivere su un foglio, con solo parole positive, quello che pensiamo di essere per poi scambiarsi questi fogli e dopo un dieci minuti di studio insieme, presentarsi al resto dei partecipanti con allegrezza e sollazzo. Magari come fosse uno spot o una scenetta di cabaret.
Ovviamente ho chiesto a Sfilntz se potevo presentarla e se lei voleva presentare me. Ci eravamo seduti vicino e per tutta la sera abbiamo riso e condiviso sguardi e risate che mi è venuto naturale sceglierla.
Lei scrive le sue parole chiave di come si vede: solare, amante la vita, positiva, le piace dare agli altri, estroversa, sensibile, onesta, ribelle, sincera e dolce.
Io da più o meno complicato quale sono o scritto un mezzo sonetto :)
Io sono colorato e mi piace tutto quello che mi attira.
Io sono uno strumento accordato, me ne accorgo soprattutto quando stono.
Io sono il vento che soffia e che rende tangibile quello che per paura pensa di non esserlo.
Io sono una bella canzone.
A questo punto Sfilntz rimane un po interdetta e mi fa: Cavolo ma hai scritto una poesia!!
Io: Poesia... non esageriamo, però mi è venuto spontaneo e questa cosa mi piace.
Sfilntz: Si vabbè ma io mo come ti presento? Leggo quello che hai scritto e basta?
Io: no dai, rimescola un po le cose e presentami con parole tue.
Sfilntz: ok, e tu? Come mi presenti?
Io: Beh, io potrei mettere nel giusto ordine le parole che hai scritto su di te e magari ricamarci qualcosa sopra. Qualcosa gia ce l'ho in mente.
Sfilntz: (fa una faccia divertita ma perplessa) Ok, ma come ci chiamiamo? Dobbiamo darci un nome hanno detto.
Io e lei quasi insieme: Il sole e il vento?
Io: ok, ci sto. Senti, ti fidi a sentire quello che ho scritto davanti a tutti senza che te lo legga adesso prima di andare?
Sfilntz: Ma si, basta che non mi fai fare brutte figure.
Io: Nooooo, ma che scherzi. Io?....

Dopo dieci minuti ci danno lo stop e sorteggiando le coppie con dei foglietti ha inizio la presentazione di tutti i partecipanti a questo training.
Estraggono il nostro bigliettino e lei dice di me.
Sfilntz: Mirko è una bella canzone uno strumento perfettamente accordato se ne accorge e ce ne accorgiamo soprattutto quando stona.
Mirko è colorato e mi ha colpito la sua chiacchiera, ma si sa che le chiacchiere se le porta via il vento.
Incasso la presentazione e mi armo di un pizzico di follia e leggo quanto ho appena composto.
Io: Ho scritto una filastrocca, spero vada bene.
Sfilntz è un sole ribelle non si accontenta del suo giallo e delle stelle.
Vuole essere un sole a pois, magari blù, magari lillà.
Sfilntz è disposta a dare, magari con slancio e con amore.
Alla luna ai pianeti e perchè no, magari ad un suonatore.
Sfilntz è onesta come l'alba al mattino ed è positiva come il sorriso di un bambino.
Sfilntz è sincera e ama la vita, voi che dite questa filastrocca a qualcosa sarà servita?
Risate e ilarità generale, con conseguente imbarazzo da parte di lei.
I tutor sono rimasti un po basiti, di sicuro non se l'aspettavano.
Come ci sediamo Sfilntz mi fa: che bella me la scrivi in maniera decente su un foglio? Hai una calligrafia pessima!
Io: Hai ragione, mia mamma dice sempre che per come scrivo dovrei fare il dottore e poi vabbè provaci tu a scrivere su un foglio volante sulle gambe?!
Finisce l'incontro e io ancora gliela scrivo. Saluti di qua, saluti di la, scambio di email per cene future e arrivederci vari per chi come me si è iscritto al secondo livello.
Sfilntz: Allò sta poesia?
Io: (prendendo un foglio le dico) Questa è una poesia ancora più bella!! :) (E le scrivo il mio numero) Chiamami se ti va.

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