Ognuno perso per i fatti suoi...

martedì 11 ottobre 2005

Ho un mal di testa formato famiglia da oggi dopo pranzo e non so come farlo passare. In genere cerco di non prendere medicinali se non è strettamente necessario, ma oggi non ce l'ho fatta e ho preso un'aspirina che non ha sortito il minimo effetto. E meno male che oggi non avevo tante cose da fare altrimenti mi sarei trapanato la testa. Il problema e che c'è stato un momento di tensione in famiglia tra mia madre e mia sorella. Due generazioni completamente diverse a confronto. Con da entrambi le parti una certa mancanza di elasticità mentale e un erroe di fondo nella comunicazione. Si sono messe a litigare per colpa dei piatti da lavare e sulla modalità e il tempo da impiegarci. Un inferno! Tra le due non si sa che strillava di più! E io ero a letto che cercavo di riposarmi un po prima di venire in uffico, cercando di farmi passare questo maledetto mal di testa. La scena era comica e drammatica allo stesso tempo. Alla fine epiteti di ogni tipo volavano da una parte all'altra, mia sorella esce di casa sbattendo la porta e mia mamma continua a borbottare. Dopo qualche minuto chiamo mia sorella al telefono, la scena è la seguente:
Jessica: Che vuoi?
Io: Jessica torna a casa, non è il caso che vai girando in macchina come una pazza...
Jessica: La mamma mi ha rotto le palle a casa non ci torno e poi non sto girando sono ferma!
Io: Jessica, ho un mal di testa formato famiglia, non farmi discutere... Se sei ferma allora vieni a fermarti sotto casa...
Jessica: Si ma a casa non ci salgo!
Io: Uff, si ok...

E poi svengo sul letto.

Ora, non so cosa si deve dire o fare in queste situazioni, ma quando poi è risalita ho cercato di parlargli un po. Non credo di aver nemmeno avvistato il problema di fondo che secondo me c'è. Mettiamoci che a questa età è sempre tutto molto confuso (io ne so qualcosa) e non saprei proprio dove mettergli mano. A volte vedo che vuole essere qualcosa che non è, altre volte credo che le sue compagnie non siano proprio idali per lei e che dovrebbe essere più rilassata su tante cose. E altre volte credo che per un adolescente oggi più di prima sia ancora più difficile affermare a se stessi la propria personalità, ipnotizzati da migliaia di messagggi diversi senza il tempo di poterli passare al setaccio. Poi però gli ho fatto ricordare una canzone per farla sorridere un po. La canzone si chiama "Vai male a scuola".

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