Autostrada deserta al confine del mare...

venerdì 9 marzo 2007

La canzone di Zucchero che ho postato ieri sera è una di quelle canzoni fatte un po per gioco che spesso rimangono in fondo agli album. Credo sia ingenuamente poetica, genuina e malinconica, o almeno preferisco pensarla così, ma quella di Carboni è una vera perla.
L'altro giorno mentre ero in autostrada l'ipod che ho collegato in macchina, me la mette quasi per scommessa. L'avevo gia notata all'acquisto del disco, ma non mi ero ancora soffermato ad ascoltarla meglio. Sarà stato il momento, ma mentre pagavo il pedaggio alla cassa automatica, mi sono emozionato e ultimamente capita spesso. Sono in una condizione emotiva crepuscolare e non so se è una cosa bella. Forse si comunque. Mi sento come una corda di chitarra, vibrante al minimo tocco. Voglio riallacciarmi a quanto scritto da Peppe (e da Marco) nel suo blog. Nell'ultimo post parla della sensazione che si prova quando si torna a casa dopo una nottata/giornata di lavoro, magari amplificata, se è l'utima della settima, col week-end alle porte. Del paesaggio che si incontra in quei momenti. Che sia l'alba o il tramonto, con la nebbia o col sole, credo che il nostro cuore vada a tempo col cervello mostrandoci dei paesaggi da cartolina. Uno stato emozionale che trova indizi nel detto: Il lavoro nobilita l'uomo.
Autostrada deserta al confine del mare sento il cuore più forte di questo motore
Sigarette mai spente sulla radio che parla io che guido seguendo le luci dell'alba
Lo so lo sai la mente vola fuori dal tempo e si ritrova sola
senza più corpo né prigioniera nasce l'aurora

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