Io che non esisto ma che non voglio morire, sono il re del niente statemi a sentire...

domenica 9 marzo 2008

Poi oggi pomeriggio ho deciso di uscire. Mi sono messo una maglia rosso corallo, un paio di pantaloni bianchi e un cappotto nero. Che c'entra? Non lo so, forse mi sentivo figo. Sono un tipo con mooolta fantasia.
Mi dirigo verso la nave di Cascella, occupo una panchina, sfodero la chitarra acustica e timidamente inizio a suonare e cantare davanti ai passanti. Prima sotto voce, poi con più convinzione cercando di non infastidire nessuno o che qualche tipo di divisa venisse a chiedermi le generalità. Il sole era gia dietro i palazzi e le mani cominciavano a ghiacciarsi nonostante il movimento. A un certo punto mentre suonavo mi sono sentito come dietro un vetro oscurato. Come se io potevo vedere le persone passare mentre loro non vedevano me. C'è un gruppo di coppiette sui 50 o più, ragazzini ad aspettare comitive fatte di qualche migliaio di amici. Mamme a spasso coi loro piccoli, extracomunitari a cercare di vendere qualcosa, persone rivestite di tutto punto, altri che mi guardano schifati e altre che si fermano per dieci minuti. Un bambino mi chiede come mi chiamo, "Mirko" gli rispondo. "Voglio imparare a fare quello che fai tu!" "Sono sicuro che un giorno sarai anche più bravo di me". Mi viene Hey Jude fuori dalle mani... E mi viene in mente che forse è il caso di prendere un disco che mi sta chiamando da un po troppo tempo. Smetto di suonare, ripongo la chitarra in macchina e con l'iPod sparato nelle orecchie corro a prenderlo.

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