
Anna, semplicemente Anna.
L'ho conosciuta quasi per caso, prima di essere presa in inganno da un male poi curato forse più con la sua fibra, la sua tenacia e la sua solarità che con le chemio. L'ho conosciuta partecipando alla festa di laurea della cugina di un mio amico. Lei è la zia dell'allora laureanda, oltre che del mio amico. Un po contorta come cosa? : ) Immediatamente c'è stata una sorta di affinità. Quella sera ricordo che mi ritrovai in cucina con lei a preparare dolci, torte, pancake ripieni, e mille altre diavolerie culinarie senza che avessi la benchè minima esperienza per questo genere di cose. La vidi ballare la break dance con suo figlio Ettore, vestita con scarpe da tennis enormi, pantaloni larghi, felpa colorata e cappellino messo al contrario. Ho conosciuto il marito Pietro mentre si esibiva in un casereccio spettacolo di prestidigitazione. Li ho visti entrambi ballare un appassionato tango. Coi dovuti abiti ovviamente. Così come ho conosciuto la bellissima Linda che però i primi tempi chiamavo Lidia perchè non avevo capito esattamente il suo nome. Una serata inebriante, sorprendente e indimenticabile. Capii che non era la prima volta che si occupava di organizzare e cucinare per un intero reggimento. Infatti non passò molto tempo che mi invitò a partecipare alla famosa festa del primo maggio che ogni anno lei e la sua famiglia organizzano da tempo immemore. Un'intera giornata, fatta di giochi tra persone di tutte le età, sole e aria aperta, in un piccolo cortile circondato dal verde. C'e la morra, gli amici che passano di li, le famose Virtù. C'è energia. Non so trasmettervi le emozioni che mi invadono durante queste giornate. Anche perchè sono particolarmente sensibile in questi frangenti. Spesso non so davvero come comportarmi nonostante l'ormai assodata amicizia che reciprocamente mi lega a tutti loro. Sarà che nonostante il tempo e la familiarità acquisita, comunque ancora un po mi sorprende la vicinanza di ognuno di loro. Il sentimento di comunione e comunità che fortemente traspare.
La mia famiglia è fatta in pratica di solo noi quattro. Non ho mai vissuto dei pranzi o delle cene tutti insieme se non in maniera un po stiracchiata. Neanche a natale o pasqua e forse questo la dice lunga sul mio modo d'essere. Sulla mia sottile e persistente malinconia.
Oggi però non dev'esserci spazio per questo genere di pensieri. Oggi sono stato con loro se non si era ancora capito. Ho passato una splendida giornata che ha chiuso definitivamente un capitolo della mia vita aprendone un altro.
Prima mentre tornavo a casa, sfrecciavo in autostrada cercando di far uscire il mio cuore dalla gola, per quanta gioia mettevo nel cantare.
Ero elettrico, sono elettrico e lo sarò anche nei prossimi giorni e quando non lo sarò, ripenserò a questi momenti.
Ai girasoli di Anna e saprò improvvisamente che non dovrò lasciare andare un giorno per ritrovare me stesso.
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