E mi addormento alle tre perchè a quell'ora mi sento sereno...

domenica 8 giugno 2008


Devo dire che fa freschetto, ma nonostante tutto si sta bene qui. Stavo risalendo a casa, col mac sotto braccio e le chiavi pronte in una mano, quando prima di girare la chiave del portone mi sono detto "Ma da quanto tempo è che non siedo nel giardino di casa? E se scrivessi quello che mi frulla nella testa da qui? Magari il WiFi di camera mia arriva lo stesso!" Ed eccomi qua, in questo nuovo scenario a scrivere.
E' da un po di tempo che riesco a trovare un momento di tranquillità solo a tarda sera, magari quando sono in macchina mentre ascolto a buon volume la musica e quello che mi circonda. Tetto abbassato, vento tra i capelli e la mano che sporge per fare il surf con l'aria. Tra le ultime parole di addio e quando va la musica canterebbe qualcuno. Mi sento appagato in questi momenti. Stanco, placato, in pace. Quando metto su della musica e come se bevessi una tisana o un qualcosa di lenitivo. Scelgo con cura cosa ascoltare e mi faccio adescare come un giovane inesperto. Me la gusto come un bicchiere d'acqua fresca, come una carezza. E' in momenti come questo che vorrei che il tempo si fermasse. Finisce un pezzo e mi dico "Dai dopo di questa però si torna a casa" ma poi puntualmente ne arriva un'altra che mi piace e così continuo a girare per le strade cantando di cuore. L'altro giorno stavo tornando a casa dopo una giornata di lavoro e colloqui. Faccio una strada che passa attraverso delle frazioni di Vasto così da non trovare traffico e mi accorgo di quanto sia bello il panorama che mi circonda. La strada taglia in due un campo di grano. Ad un incrocio c'è una vecchia chiesa e più giù, sulla destra c'è l'inizio di una pineta che divide col suo verde, il giallo del grano dall'azzurro del mare. Mi fermo e accosto. La voce mi sale, devo scrivere qualcosa e tiro fuori il moleskine. Per tutto il giorno non avevo fatto altro che pensare a quello che avevo scritto qui sul blog la sera prima. Dovevo chiarire a me stesso il senso di alcune parole, ma più di tutto il senso di alcune emozioni. Non ci sono riuscito. Riprendo il mio viaggio verso casa, prendo l'autostrada e corro verso il sole che però vuole nascondersi dietro la bella addormentata. Alzo ancora di più il volume e si alza ancora di più la pelle d'oca. In queste situazioni vibro come una corda di violino. Parlarmi, dirmi una qualsiasi cosa sarebbe pericoloso come svegliare un sonnambulo dalle sue passeggiate notturne.

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